S C H E R M O N E R O

...In attesa del ritorno del mio header
SPLINDER... devi morire la notte di Natale!!!

Blog terribilmente di Destra

MANEGGIARE CON CAUTELA

 

 

 

HIC SUNT LEONES

IL FUOCO SEGRETO DI THULE


NATO: sì, convincetevene.
VIVO: fuori di qui.
CREDO: che la salute e le donne
si escludano l'una con le altre.
COMUNQUE: comunque niente.

ASCOLTO: le ventole del mio pc.
LEGGO: quello che sto scrivendo ora.
MI PIACE: poco. Chi si fa i fatti suoi, magari.
NON MI PIACE: la zucca. Tranne se è in frittelle.
MORTE PRESUNTA: intorno ai 35.
Ma che sia una morte come dico io.

AMEN



AVVERTENZA:

questo è il blog più snob della rete
indi per cui la quale
non potreste lasciare commenti qui.
Ma dopo tempo immemorabile ho reisnerito l'opzione;
I commenti saranno moderati e non pubblicati in tempo reale.

Se vi va vene così, bien. Sennò aria.
Ve lo dico con gentilezza.

 

 

MESSE DI FRATELLI  QUI

LamaDiCorteil Cantore della Tradizione Voci dell'Eterna Tradizione Dama di cuoio calibro 9 La Patria immortal Altermedia, un altro mondo è possibile Lastquiz, se mi conosci l'eremo di Pathe promotore finanziario terribilmente fascista Bastian Contrarian, avamposto fascista al contrario del mondo l'Uomo della Tradizione non conforme, un canto libero O-nami sensei soffia il vento... da Shangri-La Ontosofia del vampiro e legittime conseguenze la mia adorata stella diventerà una stella la Guerriera della Luce che non si spegnerà mai... ciao, Elena, sarai sempre accanto a noi Frasi appese a tre puntini sospese nel vuoto... - ;Dall'Inter a Destra Nazionale alla CIA le ha tutte lei! -  ;Nessuna Resa, continuano le raffiche Giulia, distanze senza lontananza la mongolfiera di Raissa Laura, giornalara di lusso il sopravvissuto torna a combattere Birrina d'ispirazione avanguardista Marivan, coraggio e intelligenza Groucho sulla via di Damasco costui è sfigato ma potrebbe farcela prima o poi il viaggio di PJ Silvia, nuda e vera gli ultimi rimasti non moriranno mai Ezra combatte nel cuore di Roma un amore di Ninfa una finestra su infernet stregheggiando Kristel Al Fatah, la Tempesta Reporter di Destra, la notizia a Noi! Achtung, banditen! Un giorno torneranno Gardenia curiosa Easy, l'amore e la guerra la cinquantenne più sexy del web nero Guerriero di un'Idea stufa maggiorata femminista Tutte le sue Mari... Fabal, sopravvivere alla filosofia Lei che mi fa battere il cuore Ipno, rombo di marea Nera come il lutto la Fata Zini

su questa strada si viaggia verso Thule,(te la senti?


Più buia la notte 
Più luminosi i fuochi



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L'ETERNITA' DEL MITO
S'INCARNA NELLA LOTTA

si sono scaldati a questa fiamma *loading*  cuori 



>STUPOR MUNDI... a noi!!!>>




sabato, gennaio 27, 2007
 
CUORI RIBELLI



Prima voce narrante
- La storia inizia quando, tra le rosse montagne dei Comanche
a poche ore di cavallo dal Rio Grande, vicino al El Paso
in una baracca di lamiera, in cima a una collina,
tra armadilli, serpenti a sonagli e coyotes,
Richard McLaren e la moglie Evelyn, Jonathan Sheidt, Archie Lowe,
Robert Kesterson ed altri sei compagni
fondarono la Repubblica del Texas
e i ribelli dichiararono guerra agli Stati Uniti d’America

 -Guarda là come brilla nella tempesta
quella grande stella gialla nel cielo blù
del Grande Texas State!
Ihe, ihe, ihei!
combatteremo contro gli Usa!Ehi, ihe, ihe, ihei!
«Vittoria o morte» per il Texas State! -

Era il 26 di aprile del ‘97.
Subito la zona venne circondata dal «triplo cordone di sicurezza»

Seconda voce narrante
-Si schierarono in più di trecento. C’erano Troopers con i lunghi fucili,
quelli della Guardia Nazionale con i blindati, i Texas Rangers a cavallo,
gli sceriffi delle contee vicine con i cani da «caccia all’uomo»,
i federali con le loro facce da damerini dell’East Coast,
teste di cuoio, elicotteri da combattimento e artificieri.
E il capitano della polizia Mike Cox, gridò al megafono
-Arrendetevi, in nome della legge! -

-Guarda là come brilla nella tempesta
quella grande stella gialla nel cielo blù
del Grande Texas State!
Ihe, ihe, ihei!
combatteremo contro gli USA!
Ehi, ihe, ihe, ihei!
«Vittoria o morte» per il Texas State! -

Seconda voce narrante
-Dopo una settimana di assedio, dopo aver minacciato via Internet
di «immolarsi per la patria texana», alla mattina si arrese Evelyn McLaren,
poi alla sera tutti i ribelli si consegnarono al capitano Cox —

-Guarda là come brilla nella tempesta
quella grande stella gialla nel cielo blù
del Grande Texas State
Ihe, ihe, ihei!
combatteremo contro gli USA!
Ehi, ihe, ihe, ihei!
«Vittoria o morte» per il Texas State! -

Terza voce narrante
-Chi si ricorda di Alamo?
La notte in cui morirono David Crockett e William Barrett Travis,
insieme a 200 volontari texani, dopo due settimane d’assedio,
combattendo contro 2000 soldati messicani
comandati dal generale Antonio Lopez de Santa Ana. Era il 24 febbraio del 1836.
Il 21 aprile successivo, sull’onda di quel sacrificio,
il generale Sam Houston a San Jacinto, sconfisse i messicani
e proclamò l’indipendenza del Texas, che entrerà nell’Unione nel 1845.

Così Parlò LastThule | 15:56 | commenti


giovedì, gennaio 25, 2007
 
DODICI ANNI DI VERGOGNA


Ovviamente, il fatto che il ministro Mastella, democristiano portato al walzer che stavolta occupa la poltrona di Guardasigilli, abbia proposto di dare un altrro giro di vite liberticida all'ordinamento giuridico italiano, andando ad aggiungere anche il reato di "negazione dell'Olocausto" alla già democraticissima legge Scelba - Mancino e affini, sta passando quasi sotto silenzio in Italia. Ci dicono che, così, da un giorno all'altro, è vietato (e passibile di incarcerazione) dubitare della mitologia olocaustica, e nessuno reagisce: nemmeno un belato di protesta.
DODICI ANNI DI GALERA.
Ora, anche i bambini sanno che coloro che negano l'Olocausto in toto sono quattro gatti selvatici e pazzi, ma intanto avranno anche loro o no il diritto ad avere un'opinione senza finire in galera (PER DODICI ANNI)? Non ce lo deve certo venire a dire Mastella che ci sono stati dei campi di concentramento dove sono stati rinchiusi a morire degli ebrei in quanto tali, e colpevoli di null'altro. Esiste però una nutrita corrente storiografica, fatta di storici e studiosi seri nonostante li facciano passare da criminali bugiardi e antisemiti, che si prende il lusso e la briga di dubitare fortemente di molti aspetti della vulgata olocaustica, e per ogni brandello di affermazione in merito pretende una prova.
Proprio criminali.
Non credete a chi vi parla di negazionisti: usa un termine scorretto e due volte in malafede, la prima perché, a parte i quattro gatti di cui sopra, nessuno nega l'esistenza dei campi di concentramento e della fine che molti vi trovarono; la seconda è che usa questa parola perchè nel vostro inconscio viene semanticamente associata a "nazisti": la pronuncia dell'una parola quasi riverbera nell'altra. Una specie di ipnosi nella quale cercano di indurvi col suono subdolo delle parole che inventano loro stessi.
Ci sono signori che propongono studi, analisi chimiche alla ricerca dello zyklon B, fanno ricerche sul campo ad Auschwitz e Buchenwald, smentiscono testimonianze che alla luce delle conoscenze scientifiche appaiono assolutamente irreali. Che diritto hanno i censori di farli passare da nazisti, da gente mossa dall'odio antisemita? Lo sanno forse, e ci tengono a farlo sapere, che Paul Rassinier, uno dei padri della storiografia revisionista, era antinazista, socialista, ed in un campo di concentramento ci è stato anche rinchiuso, e torturato per undici giorni di fila fino a ricavarne un'invalidità fisica (del cento per cento) permanente?
Mastella sul punto nega (pensa l'ironia) di voler inserire nel nostro codice penale un reato d'opinione (come se già non ce ne fossero). "Non sia mai", si difende il ministro, "non voglio certo introdurre un reato d'opinione, però...". Però... segue giro di parole in cui, tradotto in italiano, viene fuori "però introdurrò un reato d'opinione".
La reazione (ovviamente solo in ambito accademico: avete sentito qualche discussione nei salotti di Vespa, o a Ballarò, o sulla Mediaset dei Grandi Fratelli, o in qualunque altra cosiddetta presunta trasmissione d'attualità ed approfondimento?) è stata quasi unanime, oltre che sconsolante e fortemente indicativa: gli storici, bontà loro (ovviamente quelli buoni e corretti, certificati ed autorizzati a parlare), hanno fatto notare quanto sia pericolosa una legge che impone una "verità di Stato". Proprio così hanno detto, i cuor di leone: pericolosa. Non indegna, non incivile, non antigiuridica, non incostituzionale, non vergognosa: hanno detto che sarebbe pericolosa.
Ancora giocano con le parole, come negazionisti / nazisti. Fateci caso: l'aggettivo pericoloso induce in chi ascolta l'esatto contrario delle sensazioni che apparentemente vorrebbe provocare. Se mi dicono che una cosa è pericolosa, come andare in moto senza casco, io la faccio, perché chiunque ama sentirsi un ribelle che sfida il pericolo, e più uno è pavido (come il 99% di questo gregge di pecore) più s'inebria del suono di parole alle quali non potrà accedere mai, se non per via mastelliana, appunto. S'innamorerà, l'opinione pubblica ammaestrata e ipnotizzata, di una legge tanto pericolosa: si sentirà coraggiosa nel farsi beffe del pericolo (diventano tutti D'Annunzio...), e si sentirà eroica nell'accettare di sottoporsi a questo grave pericolo pur di opporsi al negazionismo, cioè al nazismo.
E il cerchio è chiuso. E gli storici, quelli cosiddetti ufficiali (ovvero, come sopra, quelli autorizzati a parlare, e solo finché dicono che la Storia è andata in un certo modo), si fanno imbavagliare, e l'unica reazione che hanno è: occhio a giocare col fuoco, bambini, che è pericoloso. E poi aggiungono: piuttosto, occorrerebbe una risposta culturale.
RISPOSTA CULTURALE.
Beh, questa è fantastica. Uno, per avventura revisionista, presenta uno studio sullo zyklon B, sulle camere a gas, dei risultati ottenuti nei più prestigiosi laboratori scientifici, analisi, tutto ciò che di scientifico serva per asserire che le cose non sono andate così, e se volete, fate le stesse analisi e smentitemi pure se vi riesce; e la risposta che gli si dovrebbe dare non è una controanalisi, no, non sono risultati diversi o almeno una diversa interpretazione, no: gli va data una risposta culturale, a questo ignorante. Perché la cultura dice che l'Olocausto è avvenuto, stop, è andato esattamente tutto come è stato raccontato, stop, ne sono morti sei milioni, stop. Questa sarebbe cultura.
La cultura che è connivente con chi manda gli storici in galera, se non dicono signorsì. Complimenti.
Così Parlò LastThule | 13:18 | commenti


lunedì, gennaio 22, 2007
 
ORE 21, LA7



<<Tentente, siamo morti...>>
<<Tu non sei morto fin quando non te lo dico io!!!>>

NON DITE CHE NON VI AVEVO AVVERTITO. E OCCHIO, CHE DOMANI VI INTERROGO.
Così Parlò LastThule | 12:43 | commenti


giovedì, gennaio 18, 2007
 
TERRITORI OCCUPATI


Occorrerebbe fare una seria riflessione, se fossimo capaci di tanto, su quella bandiera a stelle e strisce che garrisce da decenni nel cielo di Vicenza (così come ad Aviano, così come nella base navale NATO a Napoli, eccetera, eccetera), visto che a quanto pare c'è chi se ne accorge solo ora. Del resto, che questo governo e questa maggioranza fossero tenuti assieme con lo scotch riciclato, era cosa evidente non da adesso, ed era fin troppo ovvio che le svariate anime del centrosinistra cozzassero fra loro nel momento in cui si svendeva nuovamente la sovranità nazionale "all'odiato nemico amerikano" (proprio per questo, che si mettano a dare lezioni di sovranità nazionale coloro che qualche anno addietro avrebbero salutato con festoni, mortaretti e comitato di benvenuto una eventuale base sovietica, fa un po' ridere).
L'allargamento della presunta base NATO vicentina (presunta: cosa dovrebbe avere di "NATO", riguardo ai connotati dell'Alleanza Atlantica, ovvero di un'asserita associazione fra pari, una base con personale militare americano, quadri americani, armamenti e mezzi americani, a disposizione esclusivamente degli americani, e persino giuridicamente situata su suolo americano?) non da' da pensare esclusivamente per il semplice fatto che fa litigare per l'ennesima volta la maggioranza che regge il nostro governo fantoccio, quanto per interrogativi di più ampio respiro.
Siamo nell'anno di disgrazia 2007 d.C.: la Seconda Guerra Mondiale è finita  da circa sessantadue anni, mese più, mese meno. Com'è possibile che stiamo ancora pagando, in termini di sovranità nazionale, un'occupazione militare che col tempo è diventata, per l'appunto, un'alleanza assolutamente asimmetrica? Soprattutto alla luce degli ultimi due decenni, santodddio. Non solo non siamo più "il nemico fascista" degli anni '40, ma quando ha fatto comodo a lor signori, ché gli serviva il compagno di viaggio e d'avventure, la guerra fuori dai nostri confini nazionali e per di più non difensiva siamo andati a farla, eccome.
In Libano c'erano i nostri bersaglieri.
La prima Tempesta nel Deserto ha visto partecipi anche noi.
La guerra alla ex Jugoslavia era una guerra NATO, e i nostri Tornado distruggevano le postazioni di contraerea mentre gli stealth bombardavano Belgrado.
In Afghanistan e Iraq abbiamo mandato soldati, e non boy-scouts.
Allora, quando gli è servito, non eravamo più gli sconfitti, quelli che non potevano andare a fare nessun tipo di operazione militare al di fuori dei confini della Repubblica, quelli che metaforicamente dovevano circolare disarmati, quelli che "noi abbiamo vinto e voi avete perso, quindi comandiamo noi".
Allora, quando gli è servito, non c'era Costituzione che tenesse, non c'era trattato di pace dopo la Guerra Mondiale che facesse legge: potevamo, anzi dovevamo, assumerci delle responsabilità di guerra e andare a rischiare la vita dei nostri soldati per gli interessi americani. Viceversa, quando si tratta di basi americane (pardon: NATO...) sul nostro territorio, noi siamo ancora il Paese che ha un debito, non estinto, di sessant'anni e oltre: per farci "perdonare" di essere stati fascisti qualche decennio fa (e di aver creato un mondo che si opponeva ferocemente al capitalismo, al consumismo, al mercatismo, ricordandosi di Roma e dell'Impero), e soprattutto perché quella guerra l'abbiamo persa e loro l'hanno vinta, dobbiamo accettare che i vincitori mantengano il controllo sul territorio degli sconfitti.
Allora, come ce la sbolognano, sia centrodestra che centrosinistra, questa base vicentina che oggi dev'essere allargata ed ampliata, forse per farci entrare qualche bomba atomica in più? E' una base dell'Alleanza Atlantica, serve per "difenderci". Ieri ci doveva difendere dai sovietici, oggi dal terrorismo mediorientale, domani dai terribili pipistrelli - robot venuti da Marte.
Francamente, il ridicolo di tutto ciò è fin troppo davanti agli occhi di tutti perché si debba commentare oltre.

PS quasi dimenticavo... le nostre seggiovie e funivie, lassù sul Cermis, volano troppo in alto.
Così Parlò LastThule | 12:39 | commenti


sabato, gennaio 13, 2007
 
PUNTO.



Cambia la Nuova Punto. Finalmente chiare e rivelate le strategie della FIAT per il rilancio del mercato dell'auto italiana. Il colpo di genio è incredibile: hanno cambiato i colori del modello!
Dice con orgoglio la Casa Madre: "Per renderla ancora più bella e originale, la nuova vettura propone nuovi tessuti e colori, oltre ad avere una plancia impreziosita nelle tinte e nel trattamento delle superfici. Senza contare che da oggi sono disponibili tre inedite tinte di carrozzeria (Blu Aviatore Felice, Grigio Prezioso e Grigio Pessimo Umore) che sostituiscono il Verde Schietto, l’Arancio Capriccioso e il Sabbia Esotico."
Blu Aviatore Felice, Grigio Pessimo Umore... Domanda che sorge spontanea, insieme al tragico sospetto: ma tutto questo, senza voler malignare, è stato per caso concepito PRIMA che Lapuccio cominciasse a disintossicarsi dagli stupefacenti?

L'economia italiana è questa. Scordatevi leggi di mercato e formule matematiche, azioni di borsa e investimenti calcolati: basta accendere un telegiornale e vi renderete conto che è proprio così, che non solo siamo diretti, noi, le nostre vite, la nostra società, da cosiddetti capitani d'industria, che decidono tutto di noi, dal come al quando, ma soprattutto che la nuova generazione di questi condottieri dell'economia italiana ergo della società italiana globale (e questo vale per l'Occidente intero... ah, come rimpiango i paradisi arabi dei mullah e degli ayatollah... ma in fondo, anche da loro, sotto la maschera, comanda chi è più ricco) è giudata dal più grande pirla di questo inizio di nuovo millennio.
Non bastasse essersi fatto beccare mentre si ammazzava di cocaina assieme ad un paio di trans (ci fosse almeno riuscito, a levarsi dai coglioni...), ora si sforza ulteriormente di dimostrare al mondo il suo livello e il suo valore col Blu Aviatore Felice e col Sabbia Esotico della livrea sgargiante della Nuova Punto.
E tutto questo condiziona il mercato, e il mercato condiziona le nostre vite, come se avessimo (e ormai lo abbiamo) un codice a barre stampato sulla fronte, come se fossimo (e ormai lo siamo) tutti semplicemente clienti del megaipermercato mondiale globale totale. Schiavi, massa, gregge.

La sinistra profezia del sinistro Marx si è tristemente avverata:"l'economia è il nostro destino".
Extraterrestri, venite a prendermi.
Così Parlò LastThule | 15:48 | commenti


venerdì, gennaio 05, 2007
 
05-01-06

Così Parlò LastThule | 15:15 | commenti


martedì, gennaio 02, 2007
 
E SE NON CI CREDESSI.



Uno schieramento compatto quanto rabbioso di cani da guardia, della razza liberals, ci latra addosso che siamo dei criminali, degli ipocriti e dei fiancheggiatori del terrorismo internazionale: esecrare la barbara esecuzione di Saddam Hussein, e considerarla niente di più che l'omicidio pseudo-legalizzato del legittimo Presidente dell'Irak, significa essere tutto questo.
Saddam Hussein, a quanto ci viene sputato addosso, è stato giudicato in un regolare processo da un tribunale legittimo e imparziale, e condannato a morte per lo sterminio degli innocenti eccetera.
E se non ci credessi?

Sterminio degli innocenti.
Dai tempi della prima Guerra nel Golfo, ormai, è saltata fuori questa storia delle decine di migliaia di curdi e sciiti sterminati dal regime del rais di Baghdad: sterminati, sia ben chiaro, non un attimo prima che l'Occidente imbufalito da ciò dichiarasse guerra al tiranno, ma in epoca in cui l'Occidente -e gli USA in testa- spartiva pane, petrolio e dollari col Presidente Hussein, affatto disturbato o indignato dalle notizie di questi sterminii.
Ora, signori, non ci credo più, non mi fregate, a me: gli altri, forse, non me.
La strage degli innocenti l'ha fatta solo Erode (che poi, strage: quanti cazzo di bambini al di sotto dei due anni potevano esserci nella Palestina di duemila anni fa?). Volete forse darmi a bere che le truppe regolari del Presidente Hussein abbiano massacrato decine di migliaia di donne, di bambini, di innocenti, solo perché curdi di etnia o sciiti di corrente religiosa? Ci sarà senz'altro stato qualche episodio di massacro indiscriminato, qualche villaggio devastato: non lo so e non ne discuto, e del resto in queste faccende funziona anche così. Ma quello che io credo è che le truppe del rais abbiano combattuto e ucciso truppe nemiche, guerriglieri, quelli che se perdono vengono chiamati terroristi o banditi e se vincono resistenti o patrioti; io credo che il governo dell'Irak si sia difeso.
E Saddam Hussein è stato giustiziato per ciò, e non se in qualche caso specifico sia mai andato oltre, anche se è stato dato di assistere ad una serie di testimonianze strappalacrime, nel processo imparziale e regolare (durante il quale alcuni avvocati difensori dell'imputato sono stati uccisi, ma capita).

L'altro motivo di condanna, non giuridico ma storico, è l'invasione del Kuwait che ha scatenato la prima Tempesta nel Deserto. Un'altra fola che avete dato da bere al mondo intero, signori. L'Irak non ha mai invaso il Kuwait: sarebbe come dire che gli USA abbiano invaso l'Alabama. Il Kuwait è da sempre stato una provincia irachena, fino al giorno in cui le lobbies internazionali in campo economico e la tracotanza anglosassone in quello politico hanno deciso di farne uno stato indipendente, privo di storia e senza passato, ma non privo di petrolio.
E Saddam ha invaso il Kuwait solo quando è caduto nelle trappole dei signori di cui sopra, che gli hanno fatto credere che se lui avesse resitutito al suo Paese quello che gli apparteneva di diritto, loro avrebbero chiuso un occhio.
Questo io credo, e non le vostre panzane.

Perché, signori, ne avete raccontate troppe, e adesso ho capito da che parte stia la Verità. IO SO cosa è successo in Medio Oriente in questi anni e in questi giorni, IO SO quale piano è stato finalmente portato a termine. L'avete data a bere ad un mondo di imbecilli, non a me.
Perché io mi ricordo la terribile storia, raccontata durante la prima Guerra nel Golfo, dei quaranta bambini kuwaitiani che la Guardia Repubblicana degli invasori strappò via dalle incubatrici e lasciò morire a terra. Cazzo, se me la ricordo: rimbalzò all'epoca su tutti i giornali, in tutte le TV nazionali e internazionali, indignò e raccapricciò tutta la popolazione di questo pianeta di schiavi coglioni. La smentita, invece, quella che diceva scusate, era una puttanata colossale, passò quasi sotto silenzio.
E mi ricordo, ancora, mi ricordo la drammatica testimonianza dell'ex guardia del corpo del crudele dittatore, tutto quello che raccontava su di lui, tutto ciò che accadeva nel Palazzo del Potere iracheno, tutte le mostruosità del tiranno sanguinario. Anche quella storia ebbe un'eco enorme dappertutto. Anche la notizia che la sedicente ex guardia del corpo del Presidente Hussein era in realtà un uomo di paglia, forse al soldo della CIA, magari addestrato ad Hollywood e che comunque non aveva mai avuto a che fare con Saddam, passò quasi sotto silenzio.
E le armi di distruzione di massa? Forse si chiamano così perché mentre voi le "cercavate" in Irak (recte: facevate finta di cercare qualcosa), Saddam le aveva nascoste in Toscana, a  Massa Carrara.
No, signori, io non vi credo più, non mi fregate.
E i fiancheggiatori del terrorismo internazionale siete VOI.
E i vostri padroni sono i veri terroristi.
Così Parlò LastThule | 12:10 | commenti


lunedì, gennaio 01, 2007
 
LASTTHULE 2007 EDITION


Di tutto potevo aspettarmi per l'ultimo dell'anno del 2006, meno che di ritrovarmi in una specie di rave party tenuto in un casolare in apertissima campagna (in culo ai lupi rende meglio l'idea), che sbuca all'improvviso in una boscaglia fitta di alberi e sterpi. Per arrivarci, occorreva affidarsi al satellitare per ritrovare un posto conosciuto soltanto da Dio e dal suo sindaco, e poi seguire tenui segnali, fino ad un filare di bizzarri fuochi accesi in contenitori di foggia astrusa che conducevano direttamente al luogo della celebrazione, come detto in mezzo a The Blair Witch Project.
L'ambiente è surriscaldato al massimo ed è appena l'una: non c'è minigonna che superi i cinque centimetri a partire dall'inguine, mentre i pochi jeans sono così attillati che se le ragazze che li indossano fossero nude, lascerebbero un po' più di spazio all'immaginazione. Ma c'è gente di tutti i tipi, anche gli studenti universitari e le matricole col cardigan e gli occhialini. E poi ci sono io, coi capelli modello Il Corvo, il completo nero, gli stivaletti da carogna e i guanti di pelle tagliati a mezzedita, e poi quelli venuti con me. Fabrizio, ad esempio. Appena arriva, vede duecento ragazze semisvestite e si esalta: poi però va dritto verso il tavolo (immenso) degli alcoolici, anziché verso di loro.
Manco a dirlo, appena entro nel girone dei dannati, la prima persona che incontro è il Mancho. Mesi e mesi che non lo vedevo. Per incredibile che possa sembrare, anche in quella bolgia dantesca non smentisce la sua natura di creatura mitologica, per metà uomo e per metà bottiglia di birra (rigorosamente nella mano sinistra) e sigaretta (rigorosamente nella mano destra): mai nessuno lo ha visto privo delle sue caratteristiche appendici (occorrerebbe controllare mentre dorme). Peraltro, lo ritroverò circa mezz'ora più tardi, con un'altra bottiglia di birra in mano.
-E quella? Ci sono alcoolici di tutti i tipi, dal Cointreau al vino al whiskey, ma sono sicuro di non aver visto birra, di quella marca poi...-
-Questa è mia, me la sono portata da casa come l'altra bottiglia che hai visto prima. Ne ho la macchina piena, all'occorrenza-.

Non è una di quelle serate di cui si dice che scorrano placide, ovviamente. Il volume della muscia arriva in cielo, fino al punto in cui mi dispero perché non riesco a sentirmi pensare. Il deejay mette davvero di tutto, dalla techno più devastante a seicento battiti al minuto al revival più struggente. Passa uno degli amici di Fabrizio e mi dice:
-Sai, queste canzoni ce le ho tutte, è puro anni Ottanta. Questa ad esempio si intitola Enola Gay-
-Ma tu almeno lo sai cos'era l'Enola Gay?-
-...Un ricchione, no?-
-...!!! ...Ah. Sì, sì, certo. Pensavo che non lo sapessi, e invece...-
Mi aggiro sperduto e confuso fra corpi accaldati nonostante i meno tre gradi di fuori che si agitano seminudi (più che altro seminude) in scarsa illuminazione e molto ansimare. Ad un certo punto sento un odore inconfondibile e fortissimo di cannabis indica. E' così nauseante che mi sposto. L'odore mi segue. Mi sposto ancora, e l'odore sempre attaccato a me. Ne decuco che
a) ci sono trecentoventotto spinelli accesi contemporanemante un po' ovunque
b) ce n'è uno solo ma chi lo fuma mi sta seguendo passo passo
c) sto fumando io, ma sono così strafatto che nemmeno me ne accorgo

Intanto la testa se ne va per fatti suoi. Sento forte il peso di un'assenza e una specie di vuoto dentro di me. Mi guardo in giro per realizzare la mia situazione. Pochi punti fermi. E' il 2007 da qualche ora, quest'estate potrò andarmene in vacanza sulle spiagge della Romania senza bisogno di passaporto, sono l'unico nel raggio di un chilometro (la gente comincia anche ad andare a sparpagliarsi nel bosco, nonostante la temperatura rigida) ad aver bevuto solo limonata e coca cola.
Intanto il deejay riscalda ulteriormente l'ambiente: quando passa l'inno della squadra di calcio locale (cantato a squarciagola da tutti) Fabrizio, ormai ridotto tipo cane da tartufi, va a baciarlo; segue l'ormai immancabile giro di Seven Nation Army, che scatena il delirio ancora a distanza di mesi dai Mondiali.

Mi chiedo di Melissa, di dove sia, di cosa stia facendo. Sarebbe stato bello passare il capodanno insieme a lei. Sarebbe bello passare qualunque giorno insieme a lei. Mi chiedo di Melissa tutta la sera, in verità. Poi c'è una che mi si avvicina, saranno ormai quasi le quattro. Mi stava squadrando da forse un'ora, e mi sentivo 'sto sguardo addosso come una specie di vibrazione. Ammetto di avere un look che calamita l'attenzione.
-Scusa, hai da accendere?-
Tiene la sigaretta in bocca e fra le labbra come se tutto il suo corpo fosse fatto di fuoco, ma viene a chiedere a me se ho da accendere. Non sarebbe nemmeno male come ragazza, se dentro quel curioso involucro fasciato di latex, sotto il mascara e la matita che fittissimi cerchiano gli occhi, e al di là dei tredici piercings, si intravedesse un barlume di umanità.
-No, guarda, non fumo-.
Miseria ladra, che colpo. Ah, sì, non ho proprio la faccia di quello che non fuma, mi sa. Lei rimane quasi sbigottita, come se avessi detto chissà quale eresia, continua a guardarmi come un marziano o una specie di asceta. Come fa una persona normale a privarsi del piacere del fumo di sigaretta o altro? Ci vorrebbe il Mancho, qui.
Ma nella ressa, la curiosa forma di vita mi perde quasi subito. Nè io faccio molto per farmi ritrovare: sono un ometto serio, ormai.

A proposito di ometti seri. La serata diventa mattinata procedendo fra varie ed eventuali che vi risparmierò fino alle sette del mattino, quando riesco finalmente a recuperare quello che resta di Fabrizio, che avanza strisciando a cinque centimetri d'altezza dal suolo. Credo che farei prima a fare l'elenco di quello che non ha bevuto (la coca cola, immagino). Ridotto ormai come una macchina da corsa, con una continua sommessa risata felice (sa solo lui di che). Devo recuperarlo prima della tempesta quando va a cantare Ti Amo (quella di Tozzi) ad una ragazza che era già di suo impegnata a baciare il fidanzato (o qualcosa di simile), prorpio in quel momento.
-Ennò, sta troppo male. Con chi era in macchina? Con la sua? Qualcuno di sobrio deve riaccompagnarlo a casa-
E tutti si voltano verso di me. Verso di me, e verso il mio bicchiere di plastica, ancora sfrigolante di coca cola analcoolica. Io mi volto verso di loro, ma non funziona.

-Tieniti fuori dal finestrino... porca vigliacca, tieniti fuori dal finstrino, ho detto-
-Ma se mi viene da vomitare all'improvviso, magari chissà dove finisce, o addosso a chi...-
-Sempre meglio che sui tappetini, anche se la macchina tanto è tua-
-Ehi... fermati-
-Che c'è ancora?-
-Mi viene da vomitare... non troppo all'improvviso-.
Non riesco a dissuaderlo dal cornetto dell'alba, anche se il viaggio di ritorno verso la città l'ha trascorso dormendo e vomitando (non contemporaneamente). In uno dei consueti bar trendy della zona, di cornetto non se ne parla, visto che lui si impegna a litigare con chiunque ("ehi, tu, hai detto a me?" rivolto ad uno che poteva pure essere muto, visto che non aveva spiccicato parola) e a gettarsi addosso alle ragazze, convinto che l'alcool, quale anestetico sociale (definizione data dal Mancho alla birra durante una delle sue conferenze pubbliche con argomento la vita), gli abbia tolto i freni inibitori dandogli molte più possibilità di conquista. Di freni inibitori, infatti, neanche a parlarne; di possibilità di conquista, nemmeno. Le ragazze hanno la misteriosa tendenza a schifare quelli che ci provano in maniera pesantemente fisica prima ancora di conoscersi, e per di più olezzando di tredici tipi di alcool diverso.
Vabbè, ne ho detto abbastanza.
Questo, tranne gli omissis, è il mio capodanno 2007, mò lo sapete. Buon anno.
Così Parlò LastThule | 14:56 | commenti