S C H E R M O N E R O

...In attesa del ritorno del mio header
SPLINDER... devi morire la notte di Natale!!!

Blog terribilmente di Destra

MANEGGIARE CON CAUTELA

 

 

 

HIC SUNT LEONES

IL FUOCO SEGRETO DI THULE


NATO: sì, convincetevene.
VIVO: fuori di qui.
CREDO: che la salute e le donne
si escludano l'una con le altre.
COMUNQUE: comunque niente.

ASCOLTO: le ventole del mio pc.
LEGGO: quello che sto scrivendo ora.
MI PIACE: poco. Chi si fa i fatti suoi, magari.
NON MI PIACE: la zucca. Tranne se è in frittelle.
MORTE PRESUNTA: intorno ai 35.
Ma che sia una morte come dico io.

AMEN



AVVERTENZA:

questo è il blog più snob della rete
indi per cui la quale
non potreste lasciare commenti qui.
Ma dopo tempo immemorabile ho reisnerito l'opzione;
I commenti saranno moderati e non pubblicati in tempo reale.

Se vi va vene così, bien. Sennò aria.
Ve lo dico con gentilezza.

 

 

MESSE DI FRATELLI  QUI

LamaDiCorteil Cantore della Tradizione Voci dell'Eterna Tradizione Dama di cuoio calibro 9 La Patria immortal Altermedia, un altro mondo è possibile Lastquiz, se mi conosci l'eremo di Pathe promotore finanziario terribilmente fascista Bastian Contrarian, avamposto fascista al contrario del mondo l'Uomo della Tradizione non conforme, un canto libero O-nami sensei soffia il vento... da Shangri-La Ontosofia del vampiro e legittime conseguenze la mia adorata stella diventerà una stella la Guerriera della Luce che non si spegnerà mai... ciao, Elena, sarai sempre accanto a noi Frasi appese a tre puntini sospese nel vuoto... - ;Dall'Inter a Destra Nazionale alla CIA le ha tutte lei! -  ;Nessuna Resa, continuano le raffiche Giulia, distanze senza lontananza la mongolfiera di Raissa Laura, giornalara di lusso il sopravvissuto torna a combattere Birrina d'ispirazione avanguardista Marivan, coraggio e intelligenza Groucho sulla via di Damasco costui è sfigato ma potrebbe farcela prima o poi il viaggio di PJ Silvia, nuda e vera gli ultimi rimasti non moriranno mai Ezra combatte nel cuore di Roma un amore di Ninfa una finestra su infernet stregheggiando Kristel Al Fatah, la Tempesta Reporter di Destra, la notizia a Noi! Achtung, banditen! Un giorno torneranno Gardenia curiosa Easy, l'amore e la guerra la cinquantenne più sexy del web nero Guerriero di un'Idea stufa maggiorata femminista Tutte le sue Mari... Fabal, sopravvivere alla filosofia Lei che mi fa battere il cuore Ipno, rombo di marea Nera come il lutto la Fata Zini

su questa strada si viaggia verso Thule,(te la senti?


Più buia la notte 
Più luminosi i fuochi



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L'ETERNITA' DEL MITO
S'INCARNA NELLA LOTTA

si sono scaldati a questa fiamma *loading*  cuori 



>STUPOR MUNDI... a noi!!!>>




venerdì, luglio 29, 2005
 

L'ETA' DELL'IGNORANZA

un noto antifa

Breve scambio epistolare, apparso su un giornale francese di matrice sionista (per carità! E' solo una precisazione. Dovesse mai apparire come un appunto antisemita. Antisemita io? Nuuu), pubblicato qui a ricordare la caducità dell'esistenza, il pensiero di Dio, l'espansione dell'universo, ed en passant anche la profonderrima (superlativo assoluterrimo) ignoranza (e malafede) dell'antifascismo da operetta.
Beccatevi questa (lettera di Mutti - replica del direttore del giornale - risposta di Mutti).

DOPO AVERE SCOPERTO L'IDENTITÀ DELL'AUTORE DE "I PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION", IL "LYON FIGARO" STABILISCE CHE CODREANU ERA UN "DITTATORE NEONAZISTA"



Lettera al direttore del "Lyon Figaro"

Parma, 22 gennaio 2003

Signor Direttore,
solo oggi ho potuto prendere conoscenza dell'articolo di Fabrice Arfi intitolato "Jean Plantin persiste et signe", pubblicato sul "Lyon Figaro" del 18 dicembre 2002, nel quale è detto testualmente che "l'Italien Claudio Mutti, docteur ès révisionnisme, [est l'] auteur du best-seller négationniste Les Protocoles des sages de Sion".
Sono desolato di dovere smentire la notizia secondo cui sarei in possesso di un dottorato in revisionismo. Anzi, fino ad oggi ignoravo che esistessero cattedre di revisionismo. Sarei perciò infinitamente grato al signor Fabrice Arfi, qualora mi volesse cortesemente indicare una università, in Francia o altrove, presso la quale sia possibile seguire un corso di studi in tale disciplina.
Devo inoltre congratularmi con il signor Fabrice Arfi per aver compreso che i "Protocolli dei savi di Sion" sono un "best-seller négationniste", cosa che finora nessuna aveva sospettata. Ma, soprattutto, il signor Fabrice Arfi ha il grande merito di essere finalmente riuscito a individuare, dopo decenni di discussioni e di ricerche, il vero autore dei Protocolli: "l'Italien Claudio Mutti"!
Ormai sono stato scoperto e non posso negare la mia responsabilità. Vorrei però aggiungere che si è trattato di un errore di gioventù: nel 1905, quando apparve la prima edizione del testo, ero poco più che un ragazzo. Adesso, infatti, ho centoventi anni.

Coi migliori saluti; e con gli auguri, anche per Lei, di una lunga vita.

Claudio Mutti



Alla lettera di C. Mutti, pubblicata su "Lyon Figaro" del 1 febbraio 2003, segue la risposta di Fabrice Arfi:

In primo luogo, possiamo rallegrarci nell'apprendere che "Lyon-Figaro" è letto oltre i confini della sua diffusione, in Italia, più particolarmente a Parma, da dove Claudio Mutti ci scrive. Effettivamente c'è stato un fastidioso refuso tipografico che si è insinuato nell'articolo citato da Claudio Mutti, il quale, se non è l'autore del mefitico "Protocolli dei Savi di Sion" (nessuno, in effetti, ha stabilito chi fosse realmente l'artefice di questa feroce opera antisemita, lo sappiamo bene), nella sua lettera ha tuttavia omesso di precisare di esserne stato l'editore italiano. La qual cosa fa di Claudio Mutti uno dei principali propagatori d'un'opera pericolosa per aver alimentato e strutturato il pensiero di dittatori come il neonazista romeno Corneliu Codreanu e l'Ayatollah Khomeyni.



Replica di Claudio Mutti

Parma, 7 settembre 2003

Gentile Signor Arfi,
leggo con un certo ritardo la Sua risposta, dalla quale risulta che Lei non mi ritiene più l'autore dei "Protocolli dei Savi di Sion". Adesso Lei crede che io sia soltanto il responsabile della loro pubblicazione in Italia. Se non altro, questa nuova versione mi ringiovanisce di una quindicina d'anni, visto che la prima edizione italiana del testo è del 1921. Dalla veneranda età di centovent'anni, dunque, sono sceso a quella di centoquattro anni.
Risolta tale questione, non posso evitare di congratularmi ancora una volta con Lei per le Sue sconvolgenti scoperte nel campo della storia del Novecento.
Adesso infatti Lei comunica al Suo pubblico, all'interno e all'esterno dei confini dell'area d'influenza del "Lyon Figaro", che i Protocolli hanno ispirato dittatori (dictateurs) quali il neonazista romeno (testuale: le néo-nazi roumain) Corneliu Codreanu e l'Imam Khomeyni.
Non voglio tentare di convincerla che l'Imam Khomeyni fu qualcosa di diverso da un "dittatore": il linguaggio della demagogia politica ha talmente abusato di tale termine, applicandolo a destra e a manca a seconda delle esigenze propagandistiche, che su questo argomento Lei si rifiuterebbe perfino di starmi ad ascoltare.
Su una cosa, però, Lei vorrà convenire: ossia sul fatto che, per essere un dittatore, è necessario, come minimo, disporre del potere politico. Ora, io sarei proprio curioso di sapere da Lei, che certamente è più informato di me, in quale circostanza Corneliu Codreanu poté impadronirsi del potere politico in Romania. Finora pensavo che Codreanu non avesse mai esercitato funzioni di governo, in maniera dittatoriale o meno. Anzi, mi risultava che fosse stato fatto assassinare da un monarca che aveva instaurato la dittatura. Evidentemente le mie letture non erano degne di molto credito.
Tra l'altro, pensavo che Corneliu Codreanu fosse vissuto prima della seconda guerra mondiale. Ma anche in questo devo essermi sbagliato, visto che Lei informa i lettori del "Lyon Figaro" che Codreanu era un neonazista, vale a dire un nazista post-1945. Forse era uno skinhead. Forse è ancora vivo… Sicuramente è più giovane di me.
Coi sentimenti della più profonda stima e della più sincera ammirazione per la Sua indefessa e fruttuosa attività di ricercatore.

Claudio Mutti

Roba da ridere fino alle lacrime. Siete proprio ancora convinti di voler morire antifascisti / antinegazionisti / anti lo sapete solo voi cosa? Sicuri sicuri di volervi esporre a figuracce simili?
PS non rompetemi i coglioni (che fa pure caldo) fra antisemitismo negazionismo e barbarie con accuse, proteste e precisazioni sennò vi pubblico a puntate tutto Mattogno, e poi cazzi vostri. Sì, vabbè, io sono barbaro. E voi siete ignoranti.

Così Parlò LastThule | 13:52 | commenti


martedì, luglio 26, 2005
 

Resistenza, la retorica per tutte le stagioni
- di PAOLO GRANZOTTO -

Lei mi deve spiegare cosa c'entra la Resistenza con la riforma del sistema giudiziario. Non solo mi dichiaro d'accordo con quanti criticano l'intervento del Csm che sempre più si pone come terzo ramo del Parlamento, ma resto interdetto di fronte ai richiami dei magistrati che sostengono che con la riforma il Governo calpesta le conquiste della Resistenza dalla quale è nata la Costituzione e via blaterando. (lettore)

Lasci fare, caro lettore, lasci fare. La Resistenza e/o l'antifascismo esalano gli ultimi retorici sospiri sfidando il ridicolo. Non mi riferisco alla sostanza dell'una e dell'altro, ma della melensaggine che ne ha fatta la retorica e l'istrionismo della sinistra. Due faccende serie, condivisibili o meno ma comunque serie, ridotte dai loro tonitruanti capitan Fracassa a frusto luogo comune, a banalità dialettica. Ha letto della villa del Duce a Riccione? L'aveva acquistata donna Rachele nel 1934 e Mussolini vi trascorse qualche estate. Nel '41, in una stanza del piano terra vi scrisse «Parlo con Bruno», libro che se non avesse il difetto d'aver «lui» come autore, non sarebbe da buttar via. Le cose poi andarono come andarono e la villa, non più abitata, si ridusse a rudere: restava in piedi, come tutte le cose costruite prima della guerra, come si diceva una volta, ma perdeva i pezzi. Qualche anno fa il Comune (rosso) di Riccione decise di restaurarla per farne il Museo della Balneazione che nei giorni scorsi è stato inaugurato con tanto di taglio del nastro. Be', non ci crederà, caro Prete, ma i Capitan Fracassa hanno colto l'occasione per rimenarla con la storia della Resistenza tradita.
Dandone conto, Stefania Parmeggiani dell'Unità così attacca: «Un cancello a separare il presente dal passato, la memoria dalla rabbia»; insomma a dividere chi «con la camicia nera ha marciato su Riccione per celebrare il fascismo» (fascismo edilizio? Fascismo vacanziero? Boh) e chi, quelli bravi, «con la bandiera rossa ha gridato vergogna». Ma vergogna di cosa? D'aver fatto di una residenza ducesca un museo? E Palazzo Venezia, allora? Fatto sta che quelli con la bandiera rossa «hanno gridato la loro rabbia alternandosi al microfono per spiegare che cosa siano state nel Ventennio le vacanze del Duce». Per denunciare che inaugurando un museo casualmente sito in una vecchia casa di Mussolini, ci «si è dimenticato del sangue, dell'orrore, della perdita della libertà».
Ma chi ha dato il meglio di sé sono stati la Cgil, i Verdi, la sinistra giovanile e il Coordinamento provinciale della sinistra: «Contro ogni forma di revisionismo - hanno tuonato - noi stiamo coi partigiani». Revisionismo? Quale fatto storico della vulgata antifascista è stato revisionato in quel di Riccione? E cosa c'entrano i partigiani? Che nesso può esserci tra la villa al mare di Mussolini e la gloriosa Resistenza? Dice Nazzareno Trappolo dell'Anpi che «invitando il figlio del Duce» il sindaco (diessino) di Riccione «ha dato la possibilità alla destra di sdoganare un periodo storico. Ci ha tradito». Il figlio in questione è Romano Mussolini, di professione musicista. Cosa può collaborare a sdoganare un musicista, una vecchia villa? Come vede, caro lettore, la Resistenza o meglio la retorica e l'istrionismo sulla Resistenza è alla frutta.
Lasciamo dunque che consumino anche quella e poiché con Riccione e le invettive contro la riforma mi pare che siano all'ultima buccia, all'ultimo torsolo, ho l'impressione che l'attesa non sarà lunga.
Paolo Granzotto

Così Parlò LastThule | 21:23 | commenti


lunedì, luglio 25, 2005
 

NOI E VOI

Se noi fossimo come voi, non avreste scampo: nè voi, nè i vostri parenti, nè i vostri amici, nè gli innocenti che vivano nelle vostre vicinanze (ove per vicinanze intendesi un raggio di qualche centinaio di chilometri). Se noi fossimo come voi vi restituiremmo sangue con sangue, un litro del vostro per ogni goccia del nostro. Se noi fossimo come voi non ci sarebbe un buco dove nascondervi in tutte le vostre terre, dallo Sperdutistan in poi: perché noi abbiamo i missili, abbiamo gli aerei, abbiamo l'atomica. Se noi fossimo come voi, l'intera vostra civiltà, che pur avendovi partoriti non è certo colpevole, sarebbe spazzata materialmente via, minareti, bazaar, moschee, tutto raso al suolo, un'area grande quanto tutta la zona araba resa inabitabile per secoli dalle radiazioni.
Ma noi non siamo, per fortuna del mondo, come voi. Noi ci limitiamo a votare ed eleggere proprio i burattini delle multinazionali, gli sgherri delle lobbies, la carica dei cowboys che sta facendo il cattivo tempo oggi in Iraq e Afghanistan, domani in Iran e Siria. Siamo una civiltà debole, fiaccata da una democrazia che non meritiamo, da un benessere che ci ammala l'anima, da una fottuta folle paura della morte che è vergognosa e indecorosa per chi si reputa degno di farsi chiamare Uomo. E voi a buttare soldi in autobombe, quando sapete benissimo che basterebbero due grammi di antrace e un francobollo!
Siamo una civiltà decadente, la sola forma di civiltà che permette impunemente ai suoi capi di diventare i suoi padroni, una sterminata schiera di massaie, impiegati e stimati notai capaci di bersi che noi siamo il popolo della libertà, che con le nostre bombe andiamo a liberare gli altri, che lì ci sono tiranni brutti, baffuti e cattivi e qui difensori della civiltà e dell'umanità. Ci hanno dato un mostro per tenerci compagnia la notte, per regalarci quegli incubi a cui abbiamo diritto e che non siamo capaci di sognare da soli, e adesso ce lo godiamo tutto, con le sue bombe uguali e contrarie a quelle di Bush, abbiamo il nostro passatempo: spaventarci a morte per le bombe di Londra e Sharm el Sheikh, che sono come quelle di Madrid, coi morti che sono come quelli di Beslan e Istanbul.
Se noi fossimo come voi, conoscereste il vero, autentico terrore, altro che duecento morti (e non dite che lo conoscete già: voi nell'Iraq martoriato dai cowboys non ci siete mai stati e non ve ne frega nulla). Ma noi siamo noi, a piagnucolare nascosti in cantina perché il mostro è capace di fare bum, e a pregare che i cowboys ci proteggano dai cattivi figli di Maometto.
Meno male, non tutti. Non tutti sono come quella sconfortante umanità che è rientrata di corsa dalle vacanze da turisti occidentali a Sharm tremando di paura persino all'aeroporto italiano, oddioddioddio è stato terribile, oddio che spavento, oddio la bomba. Meno male che al mondo conosco anche gente come Giulia, che lavora a Sharm a venti metri da uno degli hotel colpiti dal terrorismo e s'è vista sfilare ottanta morti sotto il naso.
-Ma ora che fai, torni in Italia con uno degli aerei approntati per il ritorno?-
-Scherzi? Io ci lavoro e ormai ci vivo, qui. Ora questa è casa mia, non loro. Non mi faccio scacciare via da questi qui-.

Così Parlò LastThule | 13:00 | commenti


martedì, luglio 12, 2005
 

L'ORIZZONTE DEL FARO

bellezza serena

Ciao Mel
C'è un mondo impazzito là fuori. Corrono tutti come formiche impazzite sciamando in direzioni improbabili; corrono al lavoro, corrono in discoteca, corrono nei centri commerciali, corrono terrorizzati. Alcuni urlano di paura davanti allo spettro del terrorismo che mette di nuovo in ginocchio questo pavido occidente; altri diventano bombe, diventano armi, diventano scimitarra di Allah, e seminano morte.
Si uccidono, ci uccidono.
C'è un mondo impazzito là fuori.
Ed è impazzito perché ti ignora, Mel. Non sa della poesia dei tuoi occhi limpidi trafugati ai cieli d'estate, della tua bellezza senza scampo eppure serena. Non sa dell'incavo che hai fra collo e testa, dove scivolare i baci, non sa del tuo profilo magnogreco e della curva dolce e violenta dei tuoi seni. Non sa delle tue labbra a forma di cuore atteggiate a dolcissimo broncio, non sa del tuo respiro e del tuo amore.
Un mondo impazzito di terroristi e terrorizzati, di bombe, presidenti e ayatollah, di borse, mercati e povertà, un mondo di petrolio, oro e fame. Non sa di spiagge notturne avvolte intorno alla tua pelle, non sa di mani e labbra che in tutta la loro vita (la mia) non hanno altro scopo che cercare te, non sa di quel faro sperduto dove la vita ha il tuo nome. Non sa che il tuo seno sorride da quel top troppo stretto, troppo scollato per la tua quinta misura, che indossi sempre perché il mondo impazzito va coccolato.
Oggi il mondo impazzito ti vede e non ti ignora più, Mel. Lasciamo che ti guardi, meravigliosa come sei, e crepi d'invidia.

Così Parlò LastThule | 13:16 | commenti


giovedì, luglio 07, 2005
 

LA SEGNALETICA DE NOANTRI

dott ing lup mann

Ieri, disperso fra circonvallazioni tiburtine, Grandi Raccordi Anulari, poi Piazzedispagna e segnali stradali che a Roma NON ci sono, cercavo di arrivare in un punto della città eterna non molto conosciuto, dove dovevo seguire un importante seminario, su uno dei lunghiteveri. Stai fresco. A Roma non c'è modo di arrivare dovunque, se non sai la strada, mediante i segnali stradali; addirittura questi non ti portano nemmeno fino a Piazza Venezia! C'è, venendo da via Tiburtina (lontana dal centro, secondo i parametri dei romani. Venti minuti e arrivi in centro... questo sarebbe lontano?) UN segnale, marrone come quelli che indicano luoghi di interesse storico artistico culturale, due chilometri prima della piazza. Per di là. Per i successivi due chilometri (di bivi e deviazioni), non soccorrendoti Veltroni, deve pensarci lo Spirito Santo.
Credo di aver battuto il record europeo di inversioni ad U (e ad O, ho girato anche su me stesso), e quello mondiale di bestemmie. E poi la cosa che più mi ha colpito: per chiedere informazioni... due (2) italiani su dieci. Tutti gli altri cingalesi, indiani, egiziani, marziani, incapaci di indicarmi perfino la strada per arrivare a Piazza di Spagna.

E oggi, oggi l'Occidente è di nuovo in ginocchio.
E' toccato a Londra ed è stato un caso, poteva davvero succedere a Roma, proprio all'Altare della Patria, o al Colosseo, o all'EUR, o in dieci stazioni diverse della metro. Poteva succedere ovunque e a chiunque in Occidente, e noi siamo impotenti, in ginocchio, e attanagliati dal terrore.
Pisanu che fa? Blinda gli aeroporti, come vivesse nel mondo delle favole, come se non sapesse che... insomma, è reato. E' reato se io dico che ormai questa gente l'abbiamo in casa, che vuoi blindare ormai?, che se devi chiedere un'informazione a roma devi conoscere il cinese e l'arabo (io conosco l'arabo, ma gli arabi non conoscono Roma...), è reato se dico che tutto questo è il frutto della loro schifosa società multirazziale, della loro demagogica propaganda buonista, del loro sogno di trasformare il mondo in un mercato globale in cui siamo tutti numeri, clienti e basta, codici a barre stampati sulle chiappe, il loro Impero diventato Emporio.
No, non lo posso dire: è reato. Istigo all'odio razziale. Se dico che Israele ogni tanto fa il cattivo, sono antisemita (in Francia per certe affermazioni, simili a queste, c'è la galera. Ah, tanto può la massoneria). Sono reati di opinione per i quali si rischia il carcere, mentre fuori scoppiano bombe. Sono reati di opinione perchè nell'Occidente della democrazia e della libertà certe opinioni sono vietate.
Però da ieri il vilipendio alla bandiera tricolore non è più reato.

Così Parlò LastThule | 14:12 | commenti


domenica, luglio 03, 2005
 

SAYONARA ITALIA

Che ci fosse una rotella dell'ingranaggio fuori posto, che qualche cosa stesse per succedere, i più attenti o fortunati lo avevano capito qualche giorno prima: io, ad esempio, che stesse per scatenarsi la tempesta me lo sentivo dall'inizio della scorsa settimana, ma si è trattato in realtà non di acuta analisi politica o di soffiata dei Servizi, quanto di un misto di intuito, preveggenza e appunto fortuna.
Non tutti l'hanno notata, la notizina, che certo non ha granché a che vedere, poi, con il ciclone Saya che ha travolto per l'ennesima volta le istituzioni (ma già, lui è fascista, lui... Ciano è finito davanti al plotone d'esecuzione ed era molto meno colpevole di questo squallido individuo). Era un'avvisaglia che il destino lanciava ai mortali, forse, per divertirsi a vedere in quanti ci avrebbero azzeccato. E mentre io mi chiedevo se fosse il caso di scriverci un post, sulla notizina, è scoppiata la bomba, pardon, la notizia: la polizia parallela (ma và, và, và...), la Gladio resurgente, gli antiterroristi faidate. E purtroppo sempre in mezzo Destra Nazionale, quella gentucola che mi suscita il vomito.
E la notizina qual era?
Avrete certo letto dei mandati di cattura che una Procura italiana (manco ricordo quale) ha fatto spiccare contemporaneamente sia per un imam islamico accusato di terrorismo sia per i tredici agenti della CIA che l'hanno rapito sul nostro territorio nazionale per poterselo torturare in pace da un'altra parte. Ovviamente quella era una notizia. Ma due giorni dopo i giornali ne hanno pubblicata un'altra, strettamente collegata alla prima, e quella è sfuggita un pò a tutti.
Succede che un probabilmente arzillo vecchietto, ex tutore dell'ordine (nuovo e mondiale?) in pensione, si è autodenunciato presso la stessa Procura, così motivando, sto vecchio rincoglionito:"è una vergogna! Ma come, gli agenti della CIA, a rischio della vita, ci liberano di un pericoloso terrorista e lo interrogano coi soli metodi che possono permettere loro di ottenere informazioni, lo fanno per proteggere tutti noi, e la magistratura li vuole incarcerare? Allora mi autoaccuso, avendo partecipato anche io, negli anni Sessanta, in qualità di agente di polizia, a queste operazioni".
Ora, non lo so se fra i poliziotti e gli ex poliziotti coinvolti in quella pagliacciata di Saya ci fosse anche questo eroico difensore dell'ordine atlantico, questo strenuo patrocinatore della libertà americana e di coloro che difendono tutti noi. Nemmeno so come girano le rotelle a sto tizio, se sia il razzismo anti islamico, l'interesse personale o semplicemente la stupidità o l'età senile a fargli credere -o a tentare di farci credere- che sia cosa buona e giusta che basti che la CIA, i difensori di tutti noi, ohGesùgesùgesù, ti venga a dire terrorista perché tu possa perdere tutti i diritti civili, essere rapito e torturato, essere sicuramente colpevole, perdere quei diritti che la legge italiana garantisce anche al Mostro di Firenze. Né so se la sua letterina autoaccusatrice inviata anche ai giornali si leghi in qualche modo a quanto successo pochi giorni dopo, ed è notizia di oggi.
Ma certo che a me qualche allarme era scattato.............

Di Destra Nazionale fa parte anche l'ex portiere Stefano Tacconi. Tanto per dare l'idea di quali cime frequentino quei lidi. Io ho sempre amato l'Uomo Ragno. Forza Zenga.

Così Parlò LastThule | 12:44 | commenti


sabato, luglio 02, 2005
 

REGALASI

Per pietà, qualcuno se lo prenda!!!

Così Parlò LastThule | 15:24 | commenti