...In attesa del ritorno del mio header SPLINDER... devi morire la notte di Natale!!!
Blog terribilmente di Destra
MANEGGIARE CON CAUTELA
HIC SUNT LEONES
IL FUOCO SEGRETO DI THULE
NATO: sì, convincetevene. VIVO: fuori di qui. CREDO: che la salute e le donne si escludano l'una con le altre. COMUNQUE: comunque niente.
ASCOLTO: le ventole del mio pc. LEGGO: quello che sto scrivendo ora. MI PIACE: poco. Chi si fa i fatti suoi, magari. NON MI PIACE: la zucca. Tranne se è in frittelle. MORTE PRESUNTA: intorno ai 35. Ma che sia una morte come dico io.
AMEN
AVVERTENZA:
questo è il blog più snob della rete indi per cui la quale non potreste lasciare commenti qui. Ma dopo tempo immemorabile ho reisnerito l'opzione; I commenti saranno moderati e non pubblicati in tempo reale.
Se vi va vene così, bien. Sennò aria. Ve lo dico con gentilezza.
Non ci avete ancora capito un cazzo, vero? Non avete idea di che cosa sia il Fascismo. Non lo conoscete, non lo afferrate, non lo capite. A voialtri resta soltanto l'esteriorità delle divise, delle aquile, dei gagliardetti, resta soltanto l'odore -e l'orrore- della violenza che non comprendete, quella violenza che vi terrorizza, quella violenza gigantesca nelle vostre menti quanto goliardica il più delle volte -e liberatoria, catartica- è nella realtà. Signori, diciamoci la verità: mentre dall'altra parte per anni si è praticata la violenza dell'odio e della spranga, la vera violenza, quella cupa, triste, incolore (non riesce di mascherare il non-colore col rosso, per quanto acceso), voi avete oggi ancora paura di un giocoso manganello. Avete paura di una violenza per burla. Il Fascismo è un'emozione, se uno non la sente non la può capire. Il Fascismo è la Vandea, la nostra amata Vandea, i forconi dei contadini che si fanno spade e si levano, armi, falci della battaglia, contro l'arroganza e la bestialità giacobine. Il Fascismo è nelle ali di Italo Balbo, nel suo sprezzo del pericolo epperò non serioso, ma con un sorriso e una beffa ancora, come quelle di D'Annunzio, del suo Fascismo edificato a Fiume, in un'epopea di gloria. Il Fascismo -ma non lo vedete?- è nella carica degli Arditi, maglione nero e bomba a mano, è nella pioggia dal cielo dei parà che oggi come ieri continuano la linea di sangue cominciata sulla sabbia infuocata di El Alamein: baionette contro carri armati, ma contro i corazzati degli Inglesi la Folgore scagliò il proprio Valore. Il Fascismo di Dante, Platone e Metternich, l'avete mai concepito? Ma possibile che proprio non l'abbiate mai avuto, un vecchio zio fascista? Un fascistone come nella canzone di Gaber. Possibile che proprio voi che leggete siate gli unici italiani a non avere o aver avuto il vecchio zioBoia Chi Molla, quello tutto d'un pezzo, quello a cui proprio non si può non voler bene? Il Fascismo, cosa vi siete persi!, ma sì, il Fascismo di mio nonno in divisa da repubblichino, il Fascismo dei Ragazzi di Salò, ma come?, se n'è accorto anche Violante, ma come?, finalmente anche mio nonno, per grazia del Governo Berlusconi (ah! Non dovevate farmi questo) era un legittimo belligerante (uh, che scandalo! La Repubblica di Salò non era uno Stato legittimo! E perché, i partigiani ricoperti di patacche d'oro erano legittimi?). E tutti quei ragazzi che nei decenni sono stati comunque fascisti, i ventenni che si sono fatti anche ammazzare, negli anni Settanta, ma secondo voi erano tutti impazziti? E quelli che durante la Seconda Guerra Mondiale sono partiti volontari, hanno indossato l'uniforme delle Waffen SS per andare a morire negli sterminati Campi dell'Est, per inseguire il sogno nuovo della Gioventù Europea -diecimila chilometri di Patria-, o nell'Ultima Berlino, per difendere la Vecchia Europa e la sua Civiltà dall'avanzata dell'orda bolscevica? Erano ragazzi di tutta l'Europa, finlandesi, estoni, lettoni, italiani, spagnoli, francesi, tedeschi, anche inglesi: Berlino nelle ultime ore disperate, in quell'aprile del '45, fu difesa dai ragazzi francesi della Trentatreesima Charlemagne. Il Fascismo, provateci almeno a coglierne lo Spirito, è l'eroismo misto alla goliardìa, è mistica, è estetica. Il Fascismo è l'amore per Mazinga e Jeeg Robot, samurai moderni dal corpo di metallo, il fascismo unisce la sagoma controluce incontro al tramonto di John Wayne e il mito dei Pellirosse d'America, il Fascismo è Brasillach, è La Rochelle, è Pound. Il Fascismo glorifica Degrelle, Codreanu e anche Che Guevara. E se ancora il Fascismo vi sembra quello dei libri di storia, se ancora avete paura di quella violenza, se ancora siete inchiodati allo stereotipo, tremate e chiamate gli sbirri quando vi guardate allo specchio: perché Battisti sulla spiaggia, al suono di una chitarra, l'avete cantato anche voi.
Dedicato a tutti coloro che hanno letto questo post continuando a non capirci un cazzo e a tutti i Fratelli che ho avuto la ventura d'incontrare finora in questa vita, quei Fratelli che mi onoro di chiamare Camerati.
Non reggo il bombardamento mediatico, mi nausea. Mi nausea la gente e detesto il possibile: amo il mio odio verso tutto ciò che non mi somiglia. Non sopporto i drammoni nazionali: l'ultimo che mi ha coinvolto sul serio è stato lo scandaloso rigore non dato a Ronaldo da quel venduto dell'arbitro Ceccarini, che avrei visto bene crocifisso. Sono un adepto dell'Asteriode. Mi fa schifo tutto questo, e sapete benissimo cosa sia tutto questo. Porca vigliacca, sembra che la gente non abbia mai visto niente, 'sta razza di comari. Mi sono rotto le palle della salma di Quattrocchi, va bene? Mi sono rotto le palle dei funerali di Stato per Quattrocchi, mi sono rotto le palle della famiglia di Quattrocchi, mi sono rotto le palle del fatto che non si fa altro che parlare di Quattrocchi. Mi sono rotto le palle dell'Italia che non ha i coglioni di guardare al futuro e deve esorcizzare il presente sventolando Quattrocchi: tanto quanti cazzo saranno gli italiani capaci di morire con dignità, senza implorare, togliendosi il cappuccio e sfidando le belve assassine? Mi sono rotto le palle degli altri tre ostaggi, mi sono rotto le palle in maniera sensazionale. Mi sono rotto le palle delle manifestazioni per la pace, delle sfilate, delle famiglie che sperano davanti alle telecamere, mi sono rotto le palle di un Paese intero (Governo, opposizione, media, opinione pubblica) che dopo un mese non è cazzo ancora capace di far calare un dignitoso silenzio su questa storia, e nel silenzio far lavorare chi di competenza. No! Cazzo, qui c'è un Vespa ogni due per tre che fa la puntata speciale per dire che ci sono rilevanti novità: un video di due settimane fa, un lembo di vestito di Agliana ritrovato nel deserto, il cugino dell'Imam di Torre Santa Susanna (Brindisi) che ha rilasciato una dichiarazione. Mai a nessuno che venga in mente la Soluzione B: TACERE. Mi sono rotto le palle dell'Iraq. Mi sono rotto le palle spettacolosamente. Mi sono rotto le palle del petrolio di Bush, della guerra di Rumsfield, dell'esportazione della democrazia, di Bassora e Nassirya, di Najaf e della base Libeccio, di colpi addosso e militari che muoiono senza che nessuno dica perché, mi sono rotto le palle dell'Iraq sì, dell'Iraq no, dell'Iraq forse, mi sono rotto le palle della guerra legalissima, di quella preventiva, di quella contro la Costituzione, di quella che viola i trattati internazionali, di quella d'aggressione, di quella d'occupazione, di quella di liberazione. Mi sono rotto le palle della guerra televisiva, di quelli che non ce ne andremo, abbiamo ragione, di quelli che dobbiamo ritirarci subito, di quelli che ce ne andremo se ce lo chiederanno, di quelli che solo con l'ONU. Mi sono rotto le palle, e mi auguro la Soluzione B: RADERE L'IRAQ AL SUOLO, a furia di bombe atomiche. Raderlo al suolo, via, basta, ne ho le palle piene, raderlo al suolo fino a cancellarlo dalla coscienza, dalle mappe, dalle cartine geografiche, farne talmente maceria e crateri, farne un tale territorio contaminato dalle radiazioni della Bomba per così tanti secoli che l'Iraq deve sparire dalla memoria, non è mai esistito, chiaro? E chi osa nominarlo, sedia elettrica. Sia gloria alla Soluzione B.
In attesa di ricarburare inaugurando in mio nuovo template con post seri, pubblico qui l'album di famiglia di molte delle fanciulle che ho conosciuto in zona blog (SOLO delle fanciulle che ho conosciuto via blog...!). Sono foto autentiche. Mentre le guardate, continuo a cercare una tonalità di grigio più chiara per lo sfondo, così, per non dire che perdo le mie giornate senza fare niente.
L'avevo promesso, cercavo il tempo di farlo ma l'avevo promesso: e del resto, ci voleva una rinfrescata, qui. Ancora due ritocchi al codice -roba comunque non inerente la grafica- e poi ci siamo, ma dai, già ci siamo. La fatica l'ha condivisa (l'ha fatta quasi tutta lei) Lametta mia, potente del suo editor di HTML e dei suoi spazi Supereva (lei non ha bisogno di abbonarsi per continuare a fare upload: primo perché è già bona di suo, secondo perché ha trovato una falla in Supereva e ci entra e ci esce a suo piacimento senza che le richiedano dieci euro d'abbonamento per uploadare i miei banners, che alternerò anche se sono comunque molto simili). Ci siamo, dicevo. SchermoNero entra nel Nuovo Millennio (no, eh? La frase storica ci stava bene...), anche grazie a Splinder che da settimane ormai mi mandava a buone donne la grafica precedente, mangiandosi anche il titolo del blog in alto... mi mancherà la grigia colonna infame dove apparivano i miei post, mi mancherà il Templare ma quello lo si potrà forse recuperare fra qualche giorno. Scompare anche la referrer list, credo non ritornerà: ho già una referrer nel mio statcounter, la controllo regolarmente anche per monitorare gli accessi al mio blog. Cosa cambierà, dunque? Titolo colorato in alto, per ogni post. I post scritti in bianco -l'ultimo è di qualche mese fa-, cioè testi di canzoni, all'anima: mica li posso cercare tutti, se vi interessano e li ritrovate evidenziateli col topo. A proteggermi dagli anatemi c'è un diavoletto, da qualche parte; i links sono più o meno i soliti.
Scordo qualcosa? Proprio sì. Ma tant'è. Da domani si (ri)parte...
Avviso: il seguente post potrà avere effetti tremendi sulla psiche dei trentenni e dintorni, tipo la surbile Sosetta, o Raissa che ogni tanto passa di qua, forse persino l'algida Giuliaubry (NB: Giulia, scherzo! Si fa per paradossare). Si rischiano ricadute nostalgiche di entità drammatica, con possibili crisi di pianto. L'estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande... lo sai che non mi va... a-a-a...
Tutto è cominciato in maniera imprevedibile. Come quasi ogni sera (esclusi i fine settimana in cui ci diamo alla bella vita) eravamo in chat io e deBeaujeu. Si parlava di solite sciocchezze come la crisi politica e militare internazionale, e eravamo arrivati persino a scomodare la Teoria dei Giochi (mò qualcuno potrebbe dire che non devo parlare della Teoria dei Giochi, in quanto non esperto, potrei sembrare saccente. Per fortuna che ho giocato a calcio, ogni tanto almeno posso dire che secondo me non era rigore). Insomma, nulla lasciava prevedere che il discorso sarebbe andato a parare... deBeaujeu- Ma tu te la ricordi Tarzan Boy?- LastThule- No... magari la so a memoria, ma i titoli, proprio...- deBeaujeu- Ma sì, quella di Baltimora...- Si apre la finestrella, deBeaujeu send you "Baltimora- Tarzan Boy.mp3", do you accept?. Clicco sul sì... E partono i magici 80's.
Gli anni Ottanta cominciano, quasi ufficialmente, quando il camerataSergio Caputo, attivissimo capo della gioventù dell'MSI dell'epoca, canta Un Sabato Italiano su tutte le radio e in TV. E' il segno del cambiamento: i ragazzi italiani scoprono che esiste il sabato. Prima, negli anni Settanta, si sono ammazzati l'un l'altro nelle piazze, con le spranghe, con le hazet 36, con i coltelli, il sabato sera non si usciva quasi: c'era il rischio di finire all'obitorio. Erano gli anni del tutto è politica, gli anni dell'impegno a tutti i costi, gli anni in cui non c'era spazio per nulla di personale, di intimo, di... di giovane. Scaduto il tempo del far west semilegalizzato (in cui uccidere un fascista non era reato), proprio il fascistaSergio Caputo lanciò per primo l'urlo della nuova libertà. Libertà di essere giovani, libertà di ballare, libertà di pensare a fare l'amore sulla spiaggia, di uscire il sabato sera con gli amici o la ragazza e non per attacchinare volantini e manifestini, e senza che qualcuno ti riconosca, chiami gli amici e ti ammazzi a sprangate. Ecco, cominciavano gli Ottanta. Voi, oh, voi, giovinastri del Terzo Millennio che ve li siete persi, gli Ottanta!, non sapete da cosa vi siete salvati. Così ieri sera in chat è partita un'edizione revival di tutto ciò che può rendere umiliante, insopportabile, tragica un'adolescenza, oltre che assolutamente umilianti, insopportabili, tragiche e anche indimenticabili certe estati, quelle dei primi anni 80, quelle di tutti o quasi gli 80, che hanno nella memoria il sapore di quei maledetti ghiaccioli al limone (ancora qualche anno e sarebbero diventati Calippo, grande palestra di fellatio per le tredicenni di allora, che infatti sono state la miglior generazione di... non mi viene la parola più decente... di tutti i tempi); estati da due mesi due al mare, due mesi di fila!, beh, era prima che il boomeconomico degli anni Sessanta diventasse la Tangentopoli dei 90's, con annessa recessione (e riduzione delle vacanze a venti giorni contati), estati da videogiochi che chissà cosa sembravano, all'epoca, estati in cui eri straordinariamente capace di dire e fare sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato. Noi, signori, siamo sopravvissuti al look allora post-atomico di Scialpi, abbiamo pensato che la vita poteva comunque essere bella anche se si stava di stramorte mentre il mondo intorno scialava e godeva al ritmo di People From Ibiza e Paninaro, anche se l'orizzonte sembrava riservare soltanto un destino, scandito dalla musica di Tarzan Boy. Siamo sopravvissuti allo squallore dei Mondiali dell'86 (come caspita ti ripresenti con Altobelli, Bruno Conti e compagnia ispanica, quattro anni dopo? E Giovanni Galli in porta... che brutta che fu quell'estate). Noi, signori, siamo sopravvissuti a tali bombardamenti mediatici che mi viene da ridere, oggi, se per un Chihuahua che balla soltanto un'estate si scomoda la parola tormentone (giovinastri del Terzo Millennio, non avete idea di cosa sia davvero un tormentone). Noi, al culmine dell'ascesa dei Duran Duran, che Dio ce ne scampi e liberi, ci siam dovuti sorbire persino SPOSERO' SIMON LE BON, il film più brutto della storia del cinema, talmente brutto da essere ormai, giustamente, un cult (sì, le uso anch'io, certe volte, 'ste parole). Siamo sopravvissuti.
Oggi le generazioni che hanno vissuto gli Ottanta hanno dai quasi 30 ai quasi 40 anni. C'è gente che lavora, gente che sta per scegliersi la vita, gente che ancora non l'ha fatto, gente in crisi esistenziale e gente che non sa di essere gente. Per molti di noi, e l'ho (ri)scoperto ieri sera, basta far partire le note di Tarzan Boy per sciogliersi quasi in lacrime commossi. Ma come, non ti facevano schifo gli anni 80? Ma pure parecchio, mi fanno schifo. Solo che son stato giovane anch'io......
Matteo Vanzan, 23 anni, caduto nella battaglia di Nassirya. La base Libeccio evacuata.
Succede che abbiamo una classe dirigente totalmente rincretinita, rintronata dalla piazza e dalle sue paure, in bilico perenne fra il timore e una sottospecie di dovere, che pretende di conoscere l'Iraq standosene a migliaia di chilometri di distanza e preferisce salvare la propria faccia piuttosto che le vite dei ragazzi mandati lì. C'è qualcosa di peggio che berciare di ritiro immediato senza se e senza ma dopo aver raso al suolo Belgrado sopo pochi anni fa, ed è l'idiozia governativa che stavolta ha toccato il fondo. Perché dovevano salvare le apparenze: non la vita di Matteo, non la sicurezza della base Libeccio, non l'incolumità dei nostri soldati a Nassirya. Dovevano salvare le apparenze, la legge mediatica, le parole magiche che secondo loro rendono tutto giusto e sacrosanto. Questi signori hanno deciso che questa era una missione umanitaria, e tale deve restare fino in fondo, agli occhi della massaia di Pordenone e della signora mia delle borgate romane; il panem grazie a Dio non scarseggia, i circenses ora li danno in TV, con l'oscenità definitiva dei reality shows, il popolo bue è contento così, poi basta dirgli che in Iraq ci siamo in missione umanitaria e comportarsi di conseguenza, contro ogni logica. Quattro colpi di cannone. Le regole d'ingaggio dell'esercito italiano, nelle cosiddette missioni di pace, prevedono la possibilità di sparare contro il fuoco nemico solo quattro colpi, "per disperdere i pochi facinorosi", perché in una missione di pace qualcuno ha presunto che ci siano solo pochi facinorosi ad attaccare le nostre truppe e che bastino quindi quattro colpi a disperderli. E tale è stata, tragica quanto idiota, la decisione di Roma, che ha autorizzato solo i quattro colpi regolamentari in risposta ad un autentico diluvio di fuoco che arrivava da tutte le parti.
Due colpi a sinistra e due a destra di un ponte: ruderi abbandonati da una parte, una casetta in rovina dall'altra, probabili ricettacoli da cui i cecchini facevano fuoco. Due ricettacoli. E gli altri? No, solo quattro colpi. Sparati rischiando altre vite, perché per far fuoco bisognava pure uscire allo scoperto con le Centauro (che grazie al cielo sono corazzate proprio come la difesa del Milan campione d'Italia...). Quattro colpi, contati, e amen, se uno dei nostri avesse sparato magari per difendersi un altro colpo di cannone sarebbe finito sotto Corte Marziale. Condotta idota all'italiana e risultato da Italia come sempre: un soldato morto e una base strategica evacuata in fretta e furia. E tutto perché questa manica di idioti al potere non ha i coglioni di assumersi le proprie responsabilità e deve continuare ad imbonire il telepopolo, siamo in missione umanitaria.
Poi, stanotte, una settantina di boati hanno sconvolto Nassirya. Sono arrivati i marines come si vociferava? No, qualcuno ha deciso che i nostri soldati lì siano stati mandati a fare i soldati e non i bersagli: erano le Centauro che sparavano, finalmente a qualcuno era venuta l'illuminazione che la base Libeccio andasse riconquistata e che comunque i miliziani sono dei nemici, umanitari certo ma almeno gli si può sparare addosso. Non è meglio tardi che mai: è tardi e basta, perché un ragazzo di 23 anni è morto. Ciao, Matteo, c'è una Patria che ti onora.
Tratto da www.noreporter.org (e postato qui e ora anche perché Splinder mi sta facendo un casino con l'ultimo post...)
I manipolatori della verità, che da decenni occupano rilevanti settori della cultura (giornali, case editrici, scuole e università) esercitano una costante opera di disinformazione rivolta soprattutto ai giovani: tra gli argomenti che sono oggetto di questa operazione va annoverato sicuramente quello relativo all’origine dell’uomo. Nei libri di testo scolastici, dalle elementari all’università, viene, tranne poche eccezioni, spacciata come unica verità scientifica l’ipotesi materialista dell’evoluzionismo. Ogni rifiuto di questo ottuso materialismo, che tende a escludere a priori qualsiasi intervento di un Creatore, viene bollato come oscurantista, antiscientifico e fondamentalista ed esclude i suoi fautori da ogni possibilità d’accesso ai “poteri” accademici, massmediatici e scientifici. Clamorosi falsi organizzati in laboratorio per confermare il mito evoluzionista sono sempre ignorati quando sono smascherati come tali continuando invece a trovare ospitalità nei testi di divulgazione. Occorre invece ricordare che oggi prestigiose riviste scientifiche cominciano ad accogliere con rispetto le tesi, sempre più diffuse, che giovani paleontologi, genetisti e biologi contrappongono a questo dogma indiscusso che possiamo definire “mito” evoluzionista nei suoi diversi esiti. Le mai verificate tesi darwiniane sono ormai superate da nuove concezioni quali la “progettazione intelligente” delle forme viventi e la “complessità irriducibile” delle forma di vita. L’appello dunque è ad aggiornare i libri di testo e a non accettare acriticamente questa vulgata imposta da tutti i media e presente anche nelle tabelle obsolete dei musei di scienze naturali, compreso il museo di Scienze Naturali di Milano.
L’articolo che segue è tratto da un forum di internet sull’evoluzionismo, a dimostrazione che le tesi di Forza Nuova non sono “estrose opinioni di beceri neofascisti” (NdR).Ciò che non dice mai, l’ottimo Piero Angela, è che la teoria di Darwin è messa in dubbio, e a voce sempre più alta, da un numero crescente di scienziati americani. Dal ‘93, l’autorevolissima Boston Review(la rivista del MIT, la più avanzata università scientifica Usa) accoglie un dibattito in cui i biologi, matematici, paleontologi e biochimici attaccano “il dogma evoluzionista”, e su basi scientifiche. L’evoluzionismo sostiene che nel DNA avvengono di continuo mutazioni accidentali. Il genetista James Shapiro ricorda invece che le mutazioni del DNA, la “scrittura della vita” (un vero “programma di computer”, con tutte le istruzioni per formare un essere vivente, presente sia negli esseri più ”primitivi” che dei più “evoluti”), sono rarissime. Perchè, dice Shapiro - ecco un’altra notizia che Piero Angela evita di fornirci - “il DNA è fornito di molti apparati di “correzione di bozze”, su vari livelli, che riconoscono e rimuovono gli errori occorrenti durante la replicazione del DNA”. Il DNA dunque si difende attivamente proprio da quelle casuali accidentalità, in cui i darwinisti identificano il motore dell’evoluzione. Di fatto, il DNA è la struttura più stabile dell’universo. Nei secoli, le lapidi egizie di granito diventano illeggibili; il DNA, fatto di proteine, si riproduce sempre uguale, opponendosi in modo attivo al degrado di tutte le cose. E, impariamo ora, si difende anche dal darwinismo. Le sole mutazioni frequenti sono provocate dall’uomo su animali di laboratorio: con radiazioni nucleari o con agenti chimici che sconvolgono brutalmente la struttura del DNA. E’ il caso del moscerino della frutta, l’insetto preferito dai genetisti perchè produce una generazione nuova ogni mese. Studiato da 80 anni in tutti i laboratori del pianeta, il moscerino è stato costretto a subire milioni di mutazioni. Tutte, nessuna esclusa, diminuiscono la sua attitudine alla vita (mancanza di occhi, di ali, di zampe); gli animaletti mutanti possono vivere solo in laboratorio, grazie alle cure degli sperimentatori; in natura sarebbero morti prima di trasmettere il loro patrimonio genetico ai discendenti. Meno che mai la drosofila ha dato luogo ad altre specie. Tutto ciò induce una nuova generazione di scienziati a sostenere, ormai apertamente, che gli esseri viventi sono il frutto di una “progettazione intelligente” (intelligent design). “E’ una teoria pienamente scientifica che formuliamo come tale”, ha scritto WilliamDembski, logico – matematico della Notre Dame University. Perchè? Perchè troppi apparati delle creature viventi presentano una complessità irriducibile, risponde Michael Behe, biochimico della Leighton University. Come esempio di “complessità irriducibile”, Behe porta il caso della trappola per topi. Costituita di cinque pezzi - una molla, la tagliola, il gancetto che tiene la tagliola in posizione, l’esca, la tavoletta su cui tutto è inchiodato - è una macchina molto semplice. Ma la sua semplicità “non può essere ridotta”. Se manca un solo pezzo, non è che la trappola funzioni meno bene; non funziona affatto. Dunque, non può essersi formata a poco a poco, con aggiunte e miglioramenti; la trappola è stata progettata fin dall’inizio così. Molti apparati di esseri viventi sono ugualmente “irriducibili”. Non funzionano se mancano anche solo di un componente. La lingua del picchio è una complessità irriducibile. Il noto uccellone ha una lingua lunga 15 centimetri, quanto il suo corpo. Dove la tiene? La tiene arrotolata attorno al cranio, come una fionda. La cosa stupefacente è che la lingua parte dal becco all’indietro, gira attorno al cranio e ritorna al becco dalla parte opposta. Ora, non è possibile che una lingua così straordinaria si sia evoluta per gradi. Il solo fatto che sia rivolta all’indietro avrebbe reso impossibile la nutrizione a generazioni di primogenitori del picchio, finchè l’apparato non avesse raggiunto la necessaria lunghezza. Altro caso: il limulus, una specie di granchio corazzato che vive sulle coste dell’Atlantico. Essere “primitivo”, cugino degli antichissimi trilobiliti (estinti da milioni di anni), è considerato un fossile vivente, presente in strati fossili da 300 milioni di anni (e sempre uguale). Di recente s’è scoperto che gli occhi del limulus, di notte, aumentano il loro potere visivo di un milione di volte. Non sono affatto occhi “primitivi”. Al contrario: sono più sofisticati degli apparecchi elettronici a visione notturna usati per scopi militari. Ciò che vediamo in natura è uno scoppio di fantasia progettistica. Anche l’evoluzione dell’Uomo è in discussione. L’albero genealogico fornitoci dagli evoluzionisti viene sconvolto da sempre nuove scoperte, che spingono i nostri presunti “progenitori comuni fra uomo e scimmia” alla posizione di rami collaterali. L’uomo di Neanderthal, estintosi “solo” 25 mila anni fa (già esisteva l’uomo moderno), non solo ha perso il posto di nostro “antenato”, ma anche di quello di parente collaterale. Due studi recenti hanno ricavato il DNA del Neanderthal: è così diverso dal nostro, che le due specie non potevano unirsi ed avere prole. Era una umanità aliena. Da poco in Spagna (ad Atapuerca) è stato trovato il fossile d’un uomo di 780 mila anni, eppure completamente moderno. Così moderno che gli imbarazzati evoluzionisti hanno creato una specie apposta per lui: Homo Antecessor (“che precede gli altri”). Nel Novembre 1999, l’autorevole rivista National Geographic ha pubblicato in pompa magna la foto di una lastra minerale dove si vedeva un dinosauro con ali e piume: “E’ la prova che gli uccelli si sono evoluti da questi antichi rettili”, ha esultato il biologo BarryA. Palavitz nell’articolo che la scoperta. Subito dopo, s’è appurato che “il fossile”era un falso, composto da due fossili diversi (un uccello e un sauro) incollati insieme, opera dei contadini cinesi della zona di Liaoning, che sfruttano e vendono (sul mercato nero) i fossili di un giacimento locale. Uno scandalo molto chiacchierato in Usa. Piero Angela non ce lo ha raccontato.
Lo direste che LastThule dev'essere impazzito, perché perdendo l'umanità che sempre sbandiera s'è scaricato l'ormai famigerato video della decapitazione. E l'ha visto tutto, fino alla fine. Sperando appena avviato Winamp che fosse uno squallido falso, e poi, una volta riconosciute le immagini già viste in vari TG e su Al Jazeera, che si interrompesse dove già s'erano fermati quelli mostrati in Occidente dai media. Niente di tutto questo. Il filmato è arrivato fino in fondo, fino al fotogramma della bestia mascherata che mostrava alla camera la testa di un uomo decapitato con un coltellaccio. E fino in fondo LastThule l'ha guardato, con l'anima rosa dalla colpa di aver ceduto a quell'impeto di schifoso voyeurismo.
Ce lo chiediamo, chi cazzo siamo noi? Ma come è possibile che l'ho fatto sul serio, che l'ho scaricato, che l'ho guardato, fin dall'inizio sperando di non vedere niente eppure sapevo che avrei visto tutto, fino all'ultimo lottando con qualle maledetta schifosa parte di me che voleva l'emozione forte, il sangue, l'Evento proprio lì sul suo PC? L'ho fatto, davvero, l'ho visto, ma com'è possibile? E come farò a guardarmi allo specchio da ora in poi? Sono sceso nell'abisso. L'ho scaricato e guardato, con gli occhi sbarrati, come al cinema, l'orrore vero davanti a me. E non posso maledire Internet, e non posso maledire chi l'ha messo in rete, e non posso quasi maledire chi quell'orrore l'ha compiuto, l'uomo sull'uomo. Perché sono complice, irrimediabilmente. Non c'è altro da dire.
Allora, siamo negli anni Settanta, i Formidabili. Comizio in piazza, nell'amena piazza di un paesino, di un onorevole del PCI, in vista dell'ennesima tornata elettorale in cui si deve votare per sconfiggere le forze reazionarie e preparare la rivoluzione. -...E quindi vi dico, cari compagni, che chi di noi ha due case deve tenerne solo una per sè, e dare l'altra al partito, che la destinerà ad un bisognoso che non ha casa!- Tripudio della folla, sventolìo di bandiere rosse. Dal fondo si sente una voce:"Bravo, compagno! Ecco, questo è parlare da comunisti!" -...E vorrei aggiungere, cari compagni, che chi di noi ha due automobili, ebbene, deve tenerne solo una per sè, e dare l'altra al partito, che provvederà a destinarla ad un bisognoso che non è automunito!- Nuovo tripudio della folla. -Bravo compagno!- Fa la solita voce dal fondo- Sei grande! Oh, finalmente un VERO politico comunista!- -...E anche nelle piccole cose noi dobbiamo essere solidali, umani, equi, in una parola: comunisti. Perciò vi dico, cari compagni, che chi di noi ha due biciclette...- Voce dal fondo:"Ehi, stronzo, fatti i cazzi tuoi! Io ce le ho DAVVERO, due biciclette!!!"
I supereroi sono fascisti. Durante la trasmissione per ragazzi Drop, costituita perlopiù da cartoni animati, del 28 settembre 1976, l'attore Stefano Satta Flores, orgogliosamente antifascista, si lanciò in un'opera di demonizzazione di quelli che -lo avremmo capito più tardi- erano e sono solo i simboli in cui si è incarnato il Mito per sopravvivere anche in quest'epoca. "I supereroi" chiosava il conduttore "sono una specie in via d'estinzione... ma come, sei un superuomo, come mai non intervieni nella realtà di tutti i giorni? Fai sul serio se ne sei capace! Aiuta i poveri negri tormentati dai razzisti in Sudafrica! S'è mai visto Superman arrestare un inquinatore o un evasore fiscale? (!!!) La verità che autori di cartoni animati violenti, come Jerry Siegel, Joe Schuster e Max Fleischer, sono tedeschi (NdLast: veramente erano ebrei), e almeno inconsciamente hanno dato ai loro eroi i tratti se non del nazismo almeno del fascismo... violenza, potenza fine a se stessa... il concetto stesso di superuomo è nazifascista. Noi un superuomo lo abbiamo già avuto tempo fa: sciava a torso nudo, mieteva il grano, andava a cavallo e in aereo, non dormiva mai". E mentre parlava, alle sue spalle l'immagine di Capitan America si dissolveva in quella di Mussolini. L'opera di demonizzazione da sinistra dei supereroi, e soprattutto dei robot guerrieri giapponesi, andò avanti per tutta la fine degli anni 70 e oltre. Qualcuno scoprì che Capitan Harlock era il discendente di un pilota da caccia nazista della Seconda Guerra Mondiale, con tanto di croce uncinata sulla fusoliera dell'aereo, e a guardarlo bene quel pirata tutto nero incarnava fin troppo lo stile fascista: individualista, nemico della società "pacifista", antidemocratico, romantico attratto dal combattimento... e con una svastica ricamata sotto il mantello, come si noterebbe da un fotogramma del suo film d'animazione ancora oggi censuratissimo in Italia. Qualcun altro si risvegliò e bontà sua si accorse che i robottoni giapponesi, a guardarli bene, in effetti erano proprio dei samurai meccanici: stessa armatura, stesso look, persino l'urlo in battaglia del nome dell'arma che stanno per utilizzare richiama un pò troppo da vicino il marzialissimo kiai di quei fasci dei nipponici. Vai a leggere poi le trame! Tetsuiya Tsurugi, pilota della più potente macchina da guerra immaginata dall'uomo (da Go Nagai, per la precisione), il Grande Mazinga, versione potenziatissima del precedente Mazinga Z, è il simbolo di tutto ciò, l'autentica, orrorifica incarnazione (poveri bambini, costretti ad essere condizionati da tali esempi negativi!) di un kamikaze: nato per il combattimento, fin dalla più tenera età addestrato solo ad esso, individualista all'estremo, tanto che rifiuta sempre la collaborazione altrui (mandando a cagare -quando ci vuole ci vuole- quei tre sfigati che guidano quel catorcio, il Jetta Robot: ma come? Io sono Tetsuiya Tsurugi, e mi si chiede di collaborare e considerarmi alla pari con questi tre parvenus del manga? Ma andassero a fare battaglia contro Gargamella e lasciassero il Generale Nero e l'Imperatore delle Tenebre a me!"). Insomma, su giornali e riviste, in TV e persino nei libri, tutta l'intellighentzia di sinistra si lanciò nell'ennesima crociata: stavolta contro i cartoni animati fascisti, che in quegli anni Settanta avvelenavano i poveri fanciulli con la loro propaganda guerrafondaia. Perché quando c'è un problema il fanciullo impara che non si risolve col dialogo e la comprensione e la pace eccetera, no: dalla Fortezza delle Scienze arriva / con i suoi pugni atomici Mazinga! E persino la morte batte i denti al suo cospetto. Ebbene, i sinistri avevano ragione. Tutto questo, lo ammetto, è fascista. E me lo tengo! A loro lascio tranquillamente Memole, Sailor Moon, il Vangelo di Pasolini e Marx e Mao che spiegano alle masse che non è tempo di sognare ma bisogna lottare per la rivoluzione e schiacciare la borghesia. A loro lascio l'insegnamento che tu sei un proletario e non sarai mai un cavaliere antico o un eroe, e non sarai mai nessuno senza la massa, senza il popolo, senza un'assemblea che decida, senza... Nossignore, noi siamo Mazinga. Potete giurarci. Noi siamo quei robot giganti in armatura da samurai e gli eroi che li pilotano e combattono il Male; noi siamo quei giustizieri mascherati a volte persino in camicia nera, coloro che dinanzi all'ingiustizia non si perdono in spiegazioni scientifico-sociologiche, non blaterano di non-violenza e di comprensione per chi sbaglia, e dinanzi al criminale (noi abbiamo la fortuna di avere per nemici dei villains, mica dei ladri di polli) non si mettono a pensare che colpevole è la società: ma gli assestano un Fulmine di Pegasus in fronte, e vaffanqù. Perché, e qui lo affermo e chissenefrega se non ci credete, è attraverso questi cartoni animati che il Mito è sopravvissuto. Qui si sono mimetizzati l'Eroe, il Bene, la lotta contro il Male, qui, proprio nell'avanguardia ipertecnologica di un mondo basato sui media, si è nascosta addirittura la Tradizione. Non per nulla Goldrake ci arriva in volo dal Giappone, mica dall'ex URSS.
Ehilà, ragazzo! sai che c'è? Una banda di cattivi ha ammazzato tuo padre, il quale però ha fatto in tempo a riversare la sua coscienza in un computer (oltre che a impiantarti a difesa del cuore una Campana di Bronzo: fidati, ti servirà). Ora, quelli, armatissimi, sono le avanguardie di una civiltà antichissima che si è risvegliata dopo essersi per millenni "ibernata" nella roccia del sottosuolo, e dotati di una schiera di mostri spaventosi ed enormi vuole conquistare tutto il mondo. A te girano pure le palle come un sistema solare, perché di tuo sei pieno di cazzi tuoi, problemi a non finire, la famiglia da mandare avanti, le corse automobilistiche (perché PRETENDI di avere almeno il tempo di coltivare un hobby), hai un carattere pure difficile e come se non bastasse tutti pretendono da te che tu faccia qualcosa. Perché intanto quelli sono arrivati, con tutti i mostri, e come al solito si son messi a buttar giù Tokyo: mai che se la prendano con Helsinki. Ti fanno una rabbia della Madonna, vero? Beh, hai la soluzione. Sai come sfogarti. Perchè tu..... tuuuuuuuuuuu sei Jeeeeeeeeeeeeg!!!!!!!
Omnitel Vodafone. Boicotta! L'invasione della nostra privacy si fa sempre più insistente, siamo a livelli del tutto intollerabili ormai. Già da diverso tempo, quando qualcuno ci ha cercato nel momento in cui avevamo il cellulare spento, arriva l'SMS di avviso; "ti ho chiamato alle ore...". E metti che io non volevo rispondergli, a questo qui! Metti che sapevo che mi avrebbe cercato, e ho spento il cellulare apposta! E mi ero preparato la scusa... "ah, mi hai chiamato? Non lo sapevo...". Sì che lo sapevi, ca##o! Ti sarà pur arrivato l'avviso di quei luridi della Omnitel. Da un paio di mesi c'è di peggio. Succede che l'avviso arriva anche al rompipalle che aveva chiamato. "Omnitel, il numero che hai cercato è adesso raggiungibile...". L'SMS recita proprio così:"adesso puoi chiamarmi". Cosa? ADESSO PUOI CHIAMARMI? E come ca##o ti permetti di parlare a nome mio? Adesso il rompipalle SA che ho il cellulare acceso, come ca##o gli sfuggo? Sono rintracciabile sempre, ovunque, in tempo reale. La cosa che fa più rabbia è che questi signori ti guardano col sorriso di chi ti ha fatto un favore, di chi si è sforzato per trovare la soluzione tecnologica che ti permettesse di usufruire di questo servizio: avvisare chi ti ha cercato che sei raggiungibile e hai il cellulare acceso. Vogliono farci credere che vivono in un mondo perfetto in cui nessuno sente il bisogno di farsi negare al cellulare, di spegnerlo e non farsi trovare, un mondo magnifico in cui non esistono rompipalle, creditori, avvocati di parte avversa, gente che ti cerca e a cui tu vuoi sfuggire. Non hai più modo, non hai più scuse. Ve lo dico io in quale mondo vogliono che viviamo: in quello in cui siamo tutti rintracciabili, dovunque e comunque, tutti controllabili, tutti resi innocui. Adesso, in questo momento, proprio ora che stai leggendo queste righe, sorrisi: c'è una telecamera che ti sta riprendendo. Sicuramente. Supereva. Boicotta! "Per motivi di pirateria e di sicurezza dei nostri utenti, siamo costretti a riservare l'upload a coloro che risultano iscritti al nostro servizio Superevablablabla". ma come, da un giorno all'altro non posso più fare upload? E com'è questo servizio, vediamo? Ah, eccolo qui, sarà gratis come l'altro, come è sempre stato. "Abbonati subito! Costa solo 10 euro al...". Affanqù. Adesso mi spiego tutto. Hanno detto che hanno dovuto far così per motivi di pirateria, ed è effettivamente vero. Solo che non hanno specificato pirateria da parte di chi. E per finire: avevate un indirizzo e-mail su www.email.it? Io, per fortuna, no. Se voi sì, già sapete com'è andata. Auguri.