S C H E R M O N E R O

...In attesa del ritorno del mio header
SPLINDER... devi morire la notte di Natale!!!

Blog terribilmente di Destra

MANEGGIARE CON CAUTELA

 

 

 

HIC SUNT LEONES

IL FUOCO SEGRETO DI THULE


NATO: sì, convincetevene.
VIVO: fuori di qui.
CREDO: che la salute e le donne
si escludano l'una con le altre.
COMUNQUE: comunque niente.

ASCOLTO: le ventole del mio pc.
LEGGO: quello che sto scrivendo ora.
MI PIACE: poco. Chi si fa i fatti suoi, magari.
NON MI PIACE: la zucca. Tranne se è in frittelle.
MORTE PRESUNTA: intorno ai 35.
Ma che sia una morte come dico io.

AMEN



AVVERTENZA:

questo è il blog più snob della rete
indi per cui la quale
non potreste lasciare commenti qui.
Ma dopo tempo immemorabile ho reisnerito l'opzione;
I commenti saranno moderati e non pubblicati in tempo reale.

Se vi va vene così, bien. Sennò aria.
Ve lo dico con gentilezza.

 

 

MESSE DI FRATELLI  QUI

LamaDiCorteil Cantore della Tradizione Voci dell'Eterna Tradizione Dama di cuoio calibro 9 La Patria immortal Altermedia, un altro mondo è possibile Lastquiz, se mi conosci l'eremo di Pathe promotore finanziario terribilmente fascista Bastian Contrarian, avamposto fascista al contrario del mondo l'Uomo della Tradizione non conforme, un canto libero O-nami sensei soffia il vento... da Shangri-La Ontosofia del vampiro e legittime conseguenze la mia adorata stella diventerà una stella la Guerriera della Luce che non si spegnerà mai... ciao, Elena, sarai sempre accanto a noi Frasi appese a tre puntini sospese nel vuoto... - ;Dall'Inter a Destra Nazionale alla CIA le ha tutte lei! -  ;Nessuna Resa, continuano le raffiche Giulia, distanze senza lontananza la mongolfiera di Raissa Laura, giornalara di lusso il sopravvissuto torna a combattere Birrina d'ispirazione avanguardista Marivan, coraggio e intelligenza Groucho sulla via di Damasco costui è sfigato ma potrebbe farcela prima o poi il viaggio di PJ Silvia, nuda e vera gli ultimi rimasti non moriranno mai Ezra combatte nel cuore di Roma un amore di Ninfa una finestra su infernet stregheggiando Kristel Al Fatah, la Tempesta Reporter di Destra, la notizia a Noi! Achtung, banditen! Un giorno torneranno Gardenia curiosa Easy, l'amore e la guerra la cinquantenne più sexy del web nero Guerriero di un'Idea stufa maggiorata femminista Tutte le sue Mari... Fabal, sopravvivere alla filosofia Lei che mi fa battere il cuore Ipno, rombo di marea Nera come il lutto la Fata Zini

su questa strada si viaggia verso Thule,(te la senti?


Più buia la notte 
Più luminosi i fuochi



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L'ETERNITA' DEL MITO
S'INCARNA NELLA LOTTA

si sono scaldati a questa fiamma *loading*  cuori 



>STUPOR MUNDI... a noi!!!>>




sabato, luglio 04, 2009
 
Con la legge n 61 del 15 aprile 2005 il 9 novembre è stato dichiarato giorno di libertà quale ricorrenza dell’abbattimento del Muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tutt’ora soggette al totalitarismo. a vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, il candidato rifletta sul valore simbolico ed esprima la propria opinione sul significato di libertà.

Cari cittadini componenti della commissione, il cittadino candidato qui scrivente, cioè me, è contento (cioè, sono contento) di poter esprimere e descrivere in questo mio tema (mio del cittadino scrivente, ovverosia io) l'immensa, smisurata portata della vostra faccia di bronzo. Bisogna veramente avere faccia tosta per presentarsi qui, ancora oggi nel 2009, e venire a chiedere a me quanto è bello che sia caduto il Muro di Berlino.
Brutti stronzi, dove cazzo eravate il giorno prima che il Muro cadesse?
Cosa cazzo facevate per tutti gli anni 70 e ancora pure negli 80?
Ve lo dico io: professori allora come lo siete oggi, proteggevate gli amanti del bastone e della chiave inglese. Eravate conniventi per paura, vigliaccheria e pigrizia. Una famiglia italiana come tutte le altre di allora vi aveva affidato suo figlio Sergio, e voi avete vilmente lasciato che lo inseguissero, lo processassero sotto i vostri occhi, nei vostri licei, e poi lo uccidessero a sprangate sotto casa.
Nel nome di quale ideologia, secondo voi?
Nel nome di quale ideologia si sono levate le chiavi inglesi per tutti gli anni 70 in tutte le scuole e le piazze d'Italia?
Nel nome di quale ideologia hanno imperversato coloro che avete coperto e protetto, quando non fomentato?
E va bene, siamo nel 2009 ed il Muro è crollato.
Adesso vi fa piacere, che io discuta del "valore simbolico" di un evento che non si sarebbe mai verificato, fosse stato per voi, le vostre vigliaccherie ed i vostri ventri adiposi. Adesso vi fa piacere, poter dire che voi lo avevate sempre detto, poter dimostrare di essere organici al nuovo sistema e utili al nuovo padrone, che stavolta (siamo ormai nel Terzo Millennio) usa "comunista" come dispregiativo e grido d'allarme.
Adesso per voi il Muro era cattivo. Adesso.
Beh, se proprio volete che ne discuta il valore simbolico, vi accontento subito. Il Muro è stato costruito da un regime comunista minore per assecondare i deliri di onnipotenza sui popoli del maggiore regime comunista della storia, ed ha imprigionato mezza Germania dietro di sé (uccidendo a mitragliate chi provava a superarlo), e dieci popoli europei (decine di milioni di persone) dietro la Cortina di Ferro.
Quando parlo di regimi, e soprattutto di comunisti, vorrei essere chiarissimo: si tratta delle stesse ideologie, e spesso delle stesse persone (che andavano in visita nella santa madre Unione Sovietica e tornavano in Italia raccontando di paradisi socialisti per lavoratori) che abbiamo avuto anche in Italia.
Sissignore, altro che cazzi. Stessa razza.
No, niente contributo determinante alla Resistenza: scendevano dai monti, sparavano alle spalle di chi già stava cadendo falciato dal fuoco americano, e tornavano a rintanarsi al sicuro. No, niente battaglie di libertà e di civiltà: tutto quanto di buono ha oggi questo Paese  (anche per i lavoratori: INPS, salari sociali, socializzazione delle imprese - ah, no, quella legge l'avete cancellata voi stessi, tredici secondi dopo che siete tornati al potere, per espresso diktat dei potentati industriali nostrani) lo ha sviluppato durante il Fascismo, e grazie ad esso. No, niente lotta di classe: semmai una campagna d'odio per decenni, che ha sparso il sangue di Ramelli come di Mantakas, di Guido Rossa come del commissario Calabresi.
Cioè, se devo dire che il Muro di Berlino era cattivo, pretendo di dire anche che aveva amici ed estimatori, in Italia. Anche fra di voi. Quelli più vecchi fra voi erano già professori, e coprivano. Quelli più giovani erano allora studenti, e sprangavano.
Hanno - avete -  discendenti anche oggi, e come no? A Piazza Navona ad ottobre dello scorso anno in centinaia contro trenta hanno dato ampia dimostrazione di ciò. E voi non siete cambiati, stavolta solo combattuti fra l'antico istinto di proteggerli, loro provocati dalla bestialità fascista, e dal nuovo istinto di sopravvivenza di genuflettervi al Biscione ed alla sua dittatura mediodemocratica.
E sono lieto di inserire allegramente fra i loro discendenti anche la Federazione dei Giovani Comunisti d'Italia, isole comprese, senza che ne nessuno se ne senta offeso.
Quindi, non venitemi oggi a chiedere il "significato di libertà". Libertà non significa un beneamato cazzo, tanto è vero che è una parola che spesso avete in bocca voi, voi ed i vostri simili, emuli, epigoni, collaterali e (oggi) discepoli. Non c'è modo migliore per scoprire se una parola non significa un cazzo e non vale un cazzo, che verificare se fa parte del vostro vocabolario da battaglia.
Io ce l'ho, la mia libertà, ed infatti non la sporco associandola a voi ed alle vostre intenzioni. La mia sola libertà è quella che sono e sarò in grado di conquistarmi e mantenermi da me. Qualunque libertà venuta dall'alto - da uno Stato come voi lo intendete, da un Potere come voi lo sostenete - è l'esatto contrario della libertà, e vale esattamente come i libri di storia che molti di voi hanno scritto ed i voti che, dalla tronfia prosopopea della vostra cattedra comprata, propinate credendovi giudici e déi.
Beh, il vento cambia, infami. E' crollato quel Muro, non vi ha insegnato nulla (esatto: a voi)?
Ve lo spiego io, allora, nella chiosa finale. Il vento cambia ed abbatte chi non sa resistergli in piedi, molluschi. Perché il Muro di Berlino non è crollato; non è stato abbattuto, non è imploso, non ha ceduto, non è stato distrutto.
Il Muro di Berlino se n'è, piuttosto, andato a fanculo.
E voialtri nani non avete speranza di non condividerne lo stesso destino.

Candidato liceale
LastThule
fascista e revisionista
Così Parlò LastThule | 15:28 | commenti (1)


venerdì, giugno 26, 2009
 
MORIRETE PAZZI



ANSA) - ROMA, 25 GIU - ''Con il tema sul muro di Berlino

previsto per la Maturita' e' chiaro il tentativo di

strumentalizzazione, dettato da logiche revisioniste, che si

vuole portare avanti nel nostro Paese''. Lo afferma una nota

della Federazione dei giovani del Pdci.

  ''E' l'ennesimo tentativo di controbilanciamento al 25 aprile.

Tutto cio' e' inaccettabile. Come Federazione giovanile dei

Comunisti Italiani, rivendichiamo la storia del comunismo nel

nostro Paese
, che la traccia del tema vuole invece infangare,

perche' e' grazie ai comunisti che oggi l'Italia e' un paese

liberato dall'orrore fascista ed e' grazie alla Resistenza

italiana, a cui i comunisti hanno dato un contributo enorme, che

e' nata la Costituzione e la democrazia, che garantisce, anche a

chi oggi stralcia questa storia, di potersi esprimere

liberamente
'', conclude la nota. (ANSA).


Ahahhahahahahahahahahahahahahahahaha

hahahahahahahhahahahahahahahahahhaha

ahahahahahahahahhahahahahahahahahaha

....ma dovrei pure commentare?
Così Parlò LastThule | 12:57 | commenti (3)


domenica, giugno 07, 2009
 
ITALIA INVISIBILE


Non so immaginare se Kakà riuscirà a fare quello che non riesce alla sinistra italiana (far cadere Berlusconi) nonostante l'appoggio interessato persino della "grande" stampa internazionale. Al governo, al netto delle frequentazioni più o meno equivoche (meglio andare a fighette diciassettenni che a transessuali, direi), andrebbe piuttosto chiesto conto (una per tutte) che cazzo di convenienza ne viene al paese, ad esempio, nello sproposito che abbiamo messo in preventivo e speso per l'acquisto di non so quanti bombardieri invisibili, i celebri Stealth americani.
Davvero, c'era da ringraziare qualcuno?
C'era da pagare qualche "tassa" al governo americano, e la si è travestita da pagamento per la fornitura di aerei da guerra?
Che ce lo facciano sapere. O che qualche nostro loquace esperto (militare, politico, economico, uno qualunque) ci spieghi cosa cazzo se ne fa, l'Italia, dei bombardieri invisibili. Chi cazzo dovremmo bombardare, per giunta con la necessità di non essere rilevati dai radar: l'Albania? il Montenegro? Mordor?
Sarebbero questi i Voli di Stato dei quali dovrebbero fornirci una spiegazione esauriente, altro che gossip che poi Berlusconi smonterebbe in mano alla povera sinistra nostrana col suo innegabile talento.
Ma noi no, vogliamo sapere di Noemi Letizia e di Apicella e di Villa Certosa.
E magari di chi sta ricostruendo le case devastate dal terremoto dell'Abruzzo, con l'idea già espressa di rivenderle agli aquilani, che sarebbero costretti a pagare di nuovo per ricomprarsi casa loro. Il terremoto non è stato un danno ma una tragedia... pretendere che paghino per tornare a casa non è aggiungerci una beffa, ma un ricatto estorsivo criminale da parte di palazzinari.

Intanto oggi ci si scanna per le elezioni europee, la più inutile perdita di tempo della politica moderna.
Così Parlò LastThule | 14:26 | commenti (6)


giovedì, maggio 28, 2009
 

Il Canto del Guerriero Ghibellino


Son stato nel Wahalla a spasso con le Dee

Ed ho tirato d’arco tra gigli ed azalee

Ho amato cento ninfe tra i boschi dell’estate

Cullato dai racconti di maghi e bionde fate

Sui mari abbiam lottato contro la flotta turca

Sul Reno abbiam sognato le notti di Valpurga

Donna se ti sovviene l’amor del tuo signore

Caccia le guelfe iene dai nostri campi al sole

Scudiero se ricordi il bianco gonfalone

Salta sul tuo cavallo vai per la Tradizione

E se a Legnano un giorno

L'Aquila fu ferita

La rosa del ritorno

Già sboccia a nuova vita

credevano che noi guerrieri ghibellini

Fabbricavamo eroi per fiabe da bambini

Ma adesso che è finita non ce ne frega niente

Se il Papa è ancora in vita con la sua brava gente

Ci misero tre volte la corda attorno al collo

Giustizia da mercante con la carta da bollo

E invece di un bel fuoco che bruci carni ed ossa

Ci misero per scherno nella più profonda fossa

Io sono ormai lontano dove la luce è forte

Di un solstizio pagano che strangola la morte

Dove ogni scherzo è canto ai fuochi della sera

Dove ogni nuovo incanto è una leggenda vera...

Così Parlò LastThule | 01:01 | commenti


venerdì, maggio 15, 2009
 
ULTIMO ATTO

La moglie del Presidente del Consiglio ha detto che il desso non sta bene, e va con le minorenni. Poi ce n'è ancora, infatti, mentre prendiamo ordini da tutti su come gestire i clandestini che ci riversano sulle nostre frontiere (da tutti: dall'Europa, dall'ONU, da Malta, dalla Libia, tutti. Sembra che la nostra sovranità nazionale sia un ricordo dei decenni andati).
Sono solo quattro righe d'introduzione, è l'Italia.
L'introduzione al post che parla del nuovo concept degli IANVA.

Il nuovo concept degli IANVA (dunque) è sorprendente.
E' la prima cosa che mi viene da dirne. Con due EP e un altro concept alle spalle, seppure breve ancora, la carriera dei ragazzi sembrava averne disegnato un'espressione artistica abbastanza segnata, una scelta di algido distacco: il primo EP, "la Ballata dell'Ardito", era un'introduzione al bellissimo concept "Dissobedisco!", ed erano entrambi completamente ambientati a Fiume, durante i giorni gloriosi della Reggenza dannunziana, dell'arditismo, dell'italianità orgogliosa.
Quando è uscito il secondo EP, "L'Occidente", credevamo di poter prevedere che anche il concept avrebbe avuto lo stesso argomento, un argomento sfumato, una critica globale ai nostri tempi, la spietata condanna della nostra decadenza.
Ed è stato così, ma i ragazzi sono andati oltre.

Il nuovo (capo)lavoro di Mercy, Stefania & C. non si scaglia contro un occidente indefinito, non racconta di una decadenza scontata, non vola basso per mancanza di coraggio.
E' un pugno nello stomaco diretto.
Canta l'Italia: l'Italia di oggi, e quella degli ultimi sessanta anni. Canta il verminaio, senza concedere sconti.
E non è più un lavoro bellissimo come i precedenti: è qualcosa di commovente, di altissimo. Vediamoci chiaro: se non li censurano manco stavolta vuol dire che gli IANVA possono permettersi di cantare davvero di tutto.

ITALIA: ULTIMO ATTO.
Questo è il titolo, e già spiega tutto.
Il concept attraversa la storia del Novecento del nostro Paese, partendo dalle oceaniche adunate sotto il celebre balcone di Piazza Venezia (TU DOV'ERI QUEL GIORNO?) uccidendo in gola i proclami antifascisti di chi, in quei giorni, o era lì sotto, a gridare Duce! Duce!, o se non c'era è solo perché non era ancora nato. Seguono poi i brani più terribili, più crudi: GALLERIA DELLE GRAZIE è uno spietatissimo atto d'accusa verso quei bombardamenti americani che ogni 25 aprile celebriamo come Liberazione e verso quei traditori che tenevano le luci accese per meglio consentire agli aerei dei liberators di inquadrare bene le nostre città (per colpire una mezza caserma, spianano sei rioni...).
A ruota, l'inno (meraviglioso: lo ascolterete fino a bruciare il lettore) di tutte le rivoluzioni combattute sotto tutte le bandiere, NEGLI OCCHI DI UN RIBELLE. Una canzone di una bellezza struggente, che al giorno d'oggi solo gli IANVA potevano scrivere.
Ok, mani ai braccioli della sedia, viene il bello.
Lo dico? Lo dico. Il quarto brano si intitola LUISA FERIDA.
Sono stati accusati di criptofascismo quando non di fascismo tout court, decine di utenti di forum comunisti scrivono di essere finiti dallo psicologo quando hanno scoperto di impazzire letteralmente per gli IANVA e per la loro musica, e che ti fanno, i ragazzi?
Cantano LUISA FERIDA. E la canzone inquadra la Diva dall'occhio freddo di quello che fino all'ultimo si crede essere l'obiettivo dell'ennesima telecamera, ed invece si scopre essere l'otturatore del fucile che la ucciderà.
Quando genio e coraggio si sposano, nasce IANVA.
Avanti.
BORA narra la tragedia delle terre d'Istria e Dalmazia finite in mano ai barbari titini. Quella parola è foiba, canta Mercy ad un certo punto. La parola proibita per decenni. Una canzone che inchioda le coscienze di mezza Italia ad una verità sanguinante e crudele.
La danza prosegue fra il caso Montesi (IN COMPAGNIA DEI LUPI), ritratto di un'Italia che avrà il suo apogeo negli anni ottanta, il passo malinconico di PASIONARIA, il commosso ricordo di un inarrivabile Pasolini (PIAZZA DEI CINQUECENTO). La chiusura è in due pezzi struggenti quanto appropriati: L'ESTATE DEI SILENZI e ITALIA: ULTIMO ATTO.

E' un atto d'accusa.
Un racconto lucido e spietato, accompagnato dalle solite magnifiche musiche degli IANVA, narrato dalla voce tiratissima di Mercy e da quella calda e graffiata di Stefania.
Un pugno nello stomaco.
Evoca saggi, romanzi recenti (il primo che mi viene in mente è il DIES IRAE di Genna), articoli di giornale, editoriali, echi craxiani, Italie puttane. Racconta tutta la verità, come mai era stato fatto prima d'ora.
Ancora una volta meravigliosi.
Ancora una volta, grazie, ragazzi.
Così Parlò LastThule | 21:39 | commenti (6)


venerdì, maggio 08, 2009
 
ADERISCO!




Così Parlò LastThule | 15:20 | commenti (3)


lunedì, aprile 20, 2009
 
UN POPOLO PER BENE



Si può essere orgogliosi di essere Italiani? Io dico di no. Anche il progressista medio, intendiamoci, ti direbbe di no. Solo che lo direbbe per motivi opposti. Il che non vuol dire, bada bene, che io mi ponga su un fronte opposto a quello del progressista. Sul fronte opposto ci sono quelli che mettono il tricolore nei loro simboli elettorali, o lo sventolano quando vince la Nazionale di calcio, o le rare volte che scendono in piazza su ordine dei loro grandi capi che dell’Italia e degli italiani se ne fregano tanto quanto i “cittadini del mondo” e i multiculturalisti rispetto ai quali si vorrebbero diversi. Ma, in fondo, non sono i politici il vero problema. Il vero problema siamo noi che che ci siamo abituati a convivere con il disonore e la vigliaccheria. Mi prendo la responsabilità di dire che una classe dirigente come quella italiana dovrebbe essere eradicata in massa con tutti i suoi scherani, e che se fossimo un popolo per bene lo avremmo già fatto da tempo. C’è un limite oltre il quale un popolo sano non accetta più di coesistere con lo svilimento sistematico dell’onestà, della competenza e dell’eccellenza. Mai si è vista nella Storia una società in cui concetti come la sovranità e la legalità non siano neppure lontanamente presi in considerazione da chi la dirige, dove le virtù civili sono schernite, dove la forza pubblica serve unicamente a controllare che il cittadino non sbotti, ma si guarda bene dal proteggerlo. Mai si è visto un simile intreccio di malcostume, interessi privati nella cosa pubblica, sperpero e dissolvimento, non solo delle risorse economiche di una nazione, ma anche di quelle morali e spirituali. Fa schifo questo essere servitori di mille padroni. Supini verso chiunque faccia la voce grossa anche se, a gran voce, dichiariamo di preferire i deboli e gli umili. Laddove, magari, il debole e l’umile è il barbaro che ti taglia la gola per due spiccioli. Ma, a quanto pare, anche questo bisogna amarlo, per decreto legge. Sempre per legge ora sappiamo cosa si può pensare e cosa no. La differenza tra aggressore e aggredito, tra oppressore e oppresso, tra bullo e vittima è, in tema di politica internazionale, decretata dalla legge e da quei vili leccascarpe dell’informazione, non dalla nuda e cruda osservazione dei fatti. Viviamo in uno stato di permanente menzogna. Ti dirò anche che un popolo sano non si illude che un giorno si possa diventare tutti uguali, ma esige dalle proprie élites, oltre che equità e giustizia sociale, un esempio, un modello Alto. Invece la gente passa il tempo a invidiare questi miserabili e imitarne le peggiori attitudini: per questo ti dico che, in fondo, meritiamo la fine del topo che ci stanno facendo fare.
MERCY

Noi siamo come loro.
Se fossimo diversi faremmo a gara nel distaccarci da loro, nello scendere in piazza armati dei classici forconi, ché i fucili non gli farebbero abbastanza male, a 'st'animali. Siccome siamo proprio come loro, ce li teniamo, e abbiamo pure la faccia tosta di lamentarcene.
A proposito, stavolta da sinistra s'era proposto di accorpare referendum ed elezioni in un'unica data, e destinare i soldi così rispiarmiati alla ricostruzione dell'Abruzzo. L'Onorevole Maroni, ministro degli interni, che appartiene ad un partito che ha tutto l'interesse a far fallire il referendum non facendogli raggiungere il quorum (e quindi vede come fumo negli occhi l'idea di un accorpamento in un'unica data di due consultazioni popolari, col rischio che così il quorum si raggiunga), ha testualmente affermato che i fondi per ricostruire l'Abruzzo ci sono, e quindi non c'è bisogno di risparmiare niente, e le date restano due.
Tutto sulla pelle degli Abruzzesi.
Perché voi lo sapete già che fra qualche tempo mister "i fondi ci sono e nn c'è bisogno di risparmiare, possiamo dedicare una giornata a sé al referendum" verrà a chiedervi i soldi per ricostruire l'Abruzzo, imponendovi una tassa una tantum al proposito.
E nessuno gli rinfaccerà niente: chi per mancanza di coglioni, chi per mancanza di voglia, la maggioranza perché non si ricorderà affatto delle parole di Maroni di quando ha detto i fondi ci sono. Perché questo è soprattutto un Paese senza memoria.
Tutto il resto, la mancanza di etica, di senso civico, di cultura, è solo conseguenza.
Così Parlò LastThule | 22:56 | commenti (2)


lunedì, aprile 06, 2009
 
INCONTRO CON ZOCCOLA


Stamattina, mentre l'Abruzzo crollava fino al punto da farmi temere per la vita stessa di un mio carissimo amico, sono andato in banca, ancora ignaro ed ignavo del terremoto che squassava a centinaia di chilometri di distanza da me.
Dovevo fare un versamento.
Ora, la banca è in pieno centro città, ed affaccia su una via trafficatissima, non troppo larga e a densità zero parcheggi. Lungo i marciapiedi roboeggia un furente divieto di sosta.
Che devo fare? Lascio la macchina proprio lì davanti. Il versamento è urgentissimo e non posso fare altrimenti.
Da dentro, mentre sono in fila, guardo nervosamente l'esterno. La macchina è lì, placida. Arriva il mio turno, ma l'impiegato allo sportello mi fa cenno di aspettare. Da fuori, intanto, cominciano ad echeggiare i primi fischi in lontananza.
Coraggio, ci siamo quasi.
Butto i fruscianti foglietti verdi da cento euro, a mazzi, all'impiegato distratto. Mi chiede il numero del conto, e digita sul suo terminale mentre il sibilante fischio della morte si fa sempre più acuto.
Nemmeno a prendere la ricevuta, mi precipito fuori. Restro impelagato dieci secondi nel metal detector, mentre la zoccola in divisa ha snudato il blocchetto e comincia a scrivere. Ferma, puttanona, ferma!!!
Avrà meno di trent'anni, i capelli lunghi, il tacco alto. Occhi verdi, labbra carnose e rosse. Camicetta quasi sbottonata, sotto la giacca della Municipale, per il caldo.
-Sa, ero in banca... non mi faccia la multa, ero proprio qui-.
E lei, troia nel DNA:
-Lei deve ringraziare che non avevo ancora scritto il numero di targa, altrimenti la multa non glie la toglieva nessuno, nemmeno se piangeva in cinese-.
Proprio così, m'ha detto. Con alterigia.

Ma vaffanculo. Sono il primo caso di automobilista che ha picchiato un vigile (una vigilessa) anche se NON gli era stata fatta la multa.
E che cazzo... aggressione a pubblico ufficiale e lesioni, ma rivaffanculo, se l'è cercata.


Così Parlò LastThule | 20:53 | commenti (2)


martedì, marzo 31, 2009
 
LA TORRE DELLA SOLITUDINE


Un manipolo di legionari Romani, guidati dal centurione Flavio Macro, ed accompagnati dall'aruspice etrusco Avile Vipinas, avanza nel deserto del Sahara. I soldati di Roma si imbattono, dopo una tempesta di sabbia, in una misteriosa ed antichissima costruzione, un gigantesco monolito che sorge in pieno deserto, in una delle zone più aride e selvagge del mondo: è la Torre della Solitudine, retaggio di un'altra era, abitata da una oscura, invisibile creatura che divora ferocemente, in un solo ruggito, i legionari.
Solo Vipinas si salva, ricacciando l'essenza di puro Male da dove è venuta grazie al suono del sistro d'argento che porta con sé. Ma qual è il segreto della Torre della Solitudine?
Chi realmente la abita?
Duemila anni dopo, intorno al 1930, il giovane archeologo Philip Garrett riceve a Parigi, da un ufficiale della Legione Straniera, una sorta di diario appartenuto a suo padre Desmond, scomparso nel Sahara da ormai dieci anni mentre era alla ricerca di un sito misterioso quanto terribile. Le indicazioni contenute in quel diario - soprattutto alcuni indizi criptici scritti all'inizio di ogni capitolo - oltre a convincere Philip che suo padre è ancora vivo e gli sta chiedendo in codice di raggiungerlo in un luogo ancora sconosciuto, portano l'archeologo nei pressi di Napoli, nei sotterranei di un convento alle falde del Vesuvio dove rinviene un antichissimo sistro stretto nel pugno di un aruspice etrusco morto da duemila anni, e che in punto di morte lascia uno scritto in cui descrive una scena da incubo di cui è stato protagonista nel deserto, descrivendo inoltre un'inconcepibile Torre che sorge nel nulla di quel mondo di sabbia e pietre, dimora eterna di una creatura agghiacciante.
Contemporaneamente, il geniale scienziato italiano Guglielmo Marconi collabora col Vaticano nel tentativo di decifrare un messaggio che sembra provenire dalle stelle, dalla costellazione dello Scorpione, captato grazie ad una straordinaria apparecchiatura radio che lo stesso Marconi ha donato al Vaticano. Il segnale si avvicina sempre di più alla Terra, e sembra in comunicazione con un preciso luogo: ma a quelle coordinate non c'è nulla che la civiltà conosca, solo le eterne sabbie del Sahara. Padre Boni, direttore della Specola Vaticana e referente presso lo Stato Pontificio di Marconi, conosce una parte di quell'antichissimo segreto: quanto meno, è in possesso di un documento sconvolgente, una Bibbia Nera che narra la storia di una civiltà perduta che, una volta scacciata dall'Eden, osò tornare a sfidare Dio, e costruì una Torre che fosse avamposto di un nuovo assalto armato al Giardino Celeste, che sarebbe dovuto avvenire nel momento in cui l'angelo guardiano si fosse assopito.
A cercare quella Torre misteriosa sono anche un ufficiale della Legione Straniera con i suoi uomini, il criminale Saleznick, reso sempre più feroce da una ferita  maledetta che non rimargina mai, infertagli con un pugnale arabo da Desmond Garrett, e gli abitanti di una perduta e splendida oasi nel deserto, in perenne lotta coi mostruosi Blemmi: la principessa Arad promette eterno amore al guerriero Amir, se egli saprà conquistare la Torre e irradiare da lì la Luce della Conoscenza, che permetterà a sua madre, la Signora dell'oasi, di ritrovare la lucidità e la coscienza dopo averle perse per aver guardato cosa celano i Blemmi sotto i bendaggi che ne nascondono i volti.
Qual è il messaggio che sta arrivando dalle stelle?
Un'eco di ritorno dell'antico urlo di sfida blasfemo di una folle civiltà umana che, all'alba dei tempi, osò contrapporsi addirittura a Dio? O forse la terribile Risposta di Dio stesso a quell'antica sfida, una risposta che potrebbe distruggere il mondo?
E chi era davvero il capostipite di quell'antichissima civiltà, poi conosciuto solo come l'Immortale dalle Sette Tombe, la creatura che si nasconde nella Torre, l'ultima sua tomba rimasta? Perché Desmond Garrett si è assunto l'impegno di abbattere uno per uno gli empi sepolcri di colui che non può morire?
I destini dei protagonisti si intrecceranno nel deserto del Sahara, al culmine di una serie di avventure e colpi di scena, proprio lì, ai piedi dell'enigmatica Torre della Solitudine.

Valerio Massimo Manfredi è uno dei migliori scrittori italiani d'avventura (e non solo).
E' celebre in tutto il mondo, e da una delle sue ultime fatiche, L'ULTIMA LEGIONE, hanno tratto un film hollywoodiano che ha riscosso un enorme successo; può ben rivaleggiare coi più famosi scrittori americani, rispetto a molti dei quali ha l'indubbio vantaggio di una preparazione storica stupefacente (è docente universitario di storia) che gli permette di muoversi a suo agio in contesti spazio-temporali vastissimi, rendendolo capace di raccontare le gesta di un eroe dei giorni nostri, di un archeologo degli anni Trenta, di Alessandro Magno o ancora, come ne L'IMPERO DEI DRAGHI, dell'eroe romano Marco Metello Aquila.
Qui, però, in uno dei suoi primi lavori, non dà il meglio di sé, ed è un peccato, perché la trama merita.
Il Nostro è bravissimo quando tratteggia scenari esotici e rievoca il mistero di una Torre della Solitudine perduta nel deserto; eccelle nel sussurrare il cupo segreto di Colui che Non E' Morto, l'Immortale dalle Sette Tombe; ed il suo stile è sempre scorrevole e fresco.
La storia, però, pur decollando, non spicca mai definitivamente il volo.
Qualche colpo di scena è un po' azzardato; qualche salvataggio all'ultimo secondo è un po' troppo "da romanzo d'avventura" (e ci perdonerà Manfredi se ci aspettiamo da lui qualcosa in più dei soliti tran tran americani dei cosiddetti "maestri del genere"); la storia d'amore che scoppia - inevitabilmente, ahinoi: un'altra tassa da pagare ai clichés - fra Philip Garrett e la bellissima principessa araba sembra messa lì quasi per far piacere all'editore.
E soprattutto, quando il culmine della tensione è finalmente raggiunto e ci si aspettano le grandi rivelazioni, il finale è un po' tirato via, e si spiega il minimo indispensabile in tre paginette contate.
Peccato davvero.
Manfredi si rifarà nel seguito della sua magnifica ed ancora lunga carriera di scrittore, regalando gioielli come LO SCUDO DI TALOS e L'IMPERO DEI DRAGHI, oltre che con la sua celeberrima Trilogia di Alexandros.
Questa TORRE DELLA SOLITUDINE, al dunque, fa passare qualche piacevole ora immersi nella lettura; ma il vero Manfredi è un'altra cosa.
Così Parlò LastThule | 23:43 | commenti (3)


venerdì, marzo 27, 2009
 
Alleanza Nazionale confluisce in Forza Italia e nasce così il Partito della Libertà che raggruppa tutto il Centro con un'idea di Destra e una corrente di Sinistra eccetera

SI SALVI CHI PUO'





E' TORNATA!!!




Così Parlò LastThule | 22:06 | commenti (1)