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...In attesa del ritorno del mio header Blog terribilmente di Destra
MANEGGIARE CON CAUTELA
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HIC SUNT LEONES IL FUOCO SEGRETO DI THULE NATO: sì, convincetevene. ASCOLTO: le ventole del mio pc. AMEN AVVERTENZA: questo è il blog più snob della rete
MESSE DI FRATELLI QUI LamaDiCorte - il Cantore della Tradizione - Voci dell'Eterna Tradizione - Dama di cuoio calibro 9 - La Patria immortal - Altermedia, un altro mondo è possibile - Lastquiz, se mi conosci - l'eremo di Pathe - promotore finanziario terribilmente fascista - Bastian Contrarian, avamposto fascista al contrario del mondo - l'Uomo della Tradizione - non conforme, un canto libero - O-nami sensei - soffia il vento... da Shangri-La - Ontosofia del vampiro e legittime conseguenze - la mia adorata stella diventerà una stella - la Guerriera della Luce che non si spegnerà mai... ciao, Elena, sarai sempre accanto a noi - Frasi appese a tre puntini sospese nel vuoto... - ;Dall'Inter a Destra Nazionale alla CIA le ha tutte lei! - ;Nessuna Resa, continuano le raffiche - Giulia, distanze senza lontananza - la mongolfiera di Raissa - Laura, giornalara di lusso - il sopravvissuto torna a combattere - Birrina d'ispirazione avanguardista - Marivan, coraggio e intelligenza - Groucho sulla via di Damasco - costui è sfigato ma potrebbe farcela prima o poi - il viaggio di PJ - Silvia, nuda e vera - gli ultimi rimasti non moriranno mai - Ezra combatte nel cuore di Roma - un amore di Ninfa - una finestra su infernet - stregheggiando Kristel - Al Fatah, la Tempesta - Reporter di Destra, la notizia a Noi! - Achtung, banditen! Un giorno torneranno Gardenia curiosa - - Easy, l'amore e la guerra - la cinquantenne più sexy del web - nero Guerriero di un'Idea - stufa maggiorata femminista - Tutte le sue Mari... - Fabal, sopravvivere alla filosofia - Lei che mi fa battere il cuore - Ipno, rombo di marea - Nera come il lutto - la Fata Zini - su questa strada si viaggia verso Thule,(te la senti?) Più buia la notte
si sono scaldati a questa fiamma *loading* cuori
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martedì, novembre 10, 2009 IL SOLE NON SORGE PIU' AD EST
Vent’anni fa andò giù IL muro. Non un muro qualsiasi ma QUEL muro. Il muro che si voleva dividesse il bene dal male, la democrazia dalla dittatura, la libertà dal gulag, il capitalismo dal comunismo, l’Ovest dall’ Est. Era odioso, certo. Come sono sempre odiose le barriere che vietano il movimento, l’accesso, la libertà di transito fisico e intellettuale, materiale e spirituale. Il cemento armato, il filo spinato, non si possono amare: si possono solo odiare e sperare che vengano o siano tirati giù, o prima o poi. Così è stato… Eppure, eppure… Eppure, quel muro era un anche un simbolo. Un simbolo detestabile – abbiamo già detto - ma come tutti i simboli era fonte di sogni, fantasie, forse illusioni: varco d’accesso ad un’immaginario più roseo di quanto la realtà lasciava o lasciasse sperare. Era, QUEL muro, il simbolo di ciò che avremmo ottenuto, in termini di Europa e di nazione, se solo si fosse riusciti ad abbatterlo, se solo fosse crollato. E’ crollato ma, con lui, sono crollati pure i sogni e le speranze di un’altra Europa, di una Nazione che non è nata dalle sue macerie ma c’è finita sotto, schiacciata, sepolta. L’Europa che volevamo non è quella che abbiamo sotto gli occhi oggi, a vent’anni di distanza: l’Europa delle banche, del peggior capitalismo possibile, quello finanziario; del consolidamento e dell’espansione americana nel nostro continente, della servitù militare, economica, culturale e politica. Un’Europa indistinguibile dal modello che ci viene imposto, quasi ormai senza resistenza, da di là dell’Atlantico. Noi sognavamo l’Europa dei popoli, non delle banche; l’Europa dell’umanesimo del lavoro, non quella che immiserisce sotto il martello spietato di un capitalismo che più vacilla e più crea disoccupazione, sottoccupazione, precariato (quando va bene), morti sul lavoro a strage continua, che non vengono manco più ritenute degne di notizia sui giornali; un’Europa unita in un unico disegno geofisico e geopolitico, non lo scarabocchio partorito a Strasburgo, e la chiamano Ue, incapace persino di darsi una carta costituzionale; un’Europa padrona del suo destino, anche militare, non quella che va a combattere, e manda a morire i suoi figli, per interessi che non solo non sono i suoi ma sono addirittura contrari ai suoi; un’Europa capace di riannodarsi alle radici della sua cultura e darle il respiro dell’oltre postmodernità, non quella appiattita sugli stereotipi televisivi dei format “grandi fratelli” ed ultra ed ultra… Niente di tutto questo ha oggi un orizzonte plausibile. Il vecchio muro di cemento armato è stato sostituito da un muro di gomma virtuale capace di assorbire e respingere all’indietro ogni tentativo di perforazione e superamento. Il vecchio muro di Berlino, lasciava comunque spazio all’immaginazione di un’Europa e di un mondo diversi. Questo nuovo non lascia presagire che la riproduzione all’infinito della sua stessa identica formula: capitalismo ad oltranza, capitalismo sempre, profitto capitalista a qualsiasi costo. E poco vale confidare nelle sue crisi. Le sue crisi, e l’ultima, la più recente ne è la palese dimostrazione, vengono sempre fatte pagare a chi capitalista non è: ai lavoratori, dipendenti o autonomi, alle piccole imprese, ai paesi del terzo mondo strangolati dalla rapina e costretti a esportare mano d’opera a basso costo per sopperire alla nostra denatalità, salvo poi negarle persino il diritto di cittadinanza. Il comunismo dei paesi reali era una maledizione, certo. Un sistema che per difendere la sua utopia mai avverata si era costruito radicalmente come stato polizia, e che polizia!!! impedendo non solo la libertà fisica, ma quella di pensiero e di spirito, non merita di essere rimpianto. Però, guardate bene quello che succede oggi dentro il nostro “migliore dei mondi possibili”: sicuritarismo; controlli personalizzati con mezzi sempre più scientificamente sofisticati; militarizzazione del territorio; galere che somigliano ogni giorno di più a celle della morte; norme legislative che inaspriscono le pene anche per reati di opinione. Ebbene, cos’ha questo nostro da invidiare ai vecchi stati di polizia dell’Est comunista? La democrazia? Ah! sì, la democrazia… Quella cosa che pretendiamo di esportare con le armi in casa altrui e che in casa nostra esercitiamo con una scheda nell’urna che delega e delega e delega, fino a non sapere nemmeno più a chi delega…
Ridateci un muro. Un muro vero, col filo spinato e le sentinelle di guardia… Piazzatelo dove volete: in Padania o in Provenza, sulle Scogliere di Marmo o nella Valle dei Templi, “a Vienna o a Parigi, a Buda o a Stettino…”. Un muro da detestare, da odiare tanto da volerlo abbattere… Un muro che ci restituisca almeno l’illusione, se non la speranza che al di là ci sia ancora un sogno di civiltà europea da realizzare. E di libertà… http://www.mirorenzaglia.org/?p=10234 Così Parlò LastThule |
11:50 | commenti (2)
martedì, ottobre 27, 2009 CADENDO IN TRANS
![]() Il vero problema è che devo dare spiegazioni a mia madre. E' abbastanza naturale: si è laureata lei, ma ha soprattutto speso parecchi soldi per farmi studiare, fino alla laurea. Tasse universitarie criminali, libri a prezzi esorbitanti, una pergamena che ormai molti possiedono e tutti millantano, anche quelli che non hanno manco un diploma. Dopo tutti questi sacrifici, è ovvio che mia madre pretenda che io sappia spiegarle come va questa parte di mondo, e perché succedano certe cose, soprattutto quando ricadono nell'ambito della mia specializzazione. Non che mia madre, fra l'altro, abbia un orientamento politico preciso. Sarebbe meglio. Una dottrina da quattro soldi le avrebbe già dato le risposte -fasulle e preconfezionate- alle domande che pone a me. Ad esempio, quella storia del Lodo Alfano. Va bene, le spiego che la Consulta lo ha ritenuto anticostituzionale, poiché viola il principio di uguaglianza fra tutti i cittadini, e dunque non è che non si possa varare, ma per farlo occorrerebbe una legge di rango costituzionale e non una semplice legge ordinaria. E perché non lo hanno detto la prima volta, nel 2004? E perché non lo hanno detto la prima volta... io non lo so, cazzo. Io non so se le cose che succedono in questo Paese, a tutti i livelli, avvengono per naturale sbocco o per scelta politica o politicizzata. Non so distinguere più una decisione di un organo giuridico che sia legittima e scevra da altro che non sia la Legge, da una che sia figlia e serva di interessi estranei, di una parte o di un'altra. Mia madre non pretendeva che passasse il Lodo Alfano. Pretendeva e pretenderebbe piuttosto chiarezza e senso dello Stato, come tutti i cittadini perbene d'Italia. Pretende che l'ANM si occupi del suo ruolo e non faccia politica, che i giudici siano giudici e non altro, che prendano le decisioni con logica e coerenza e secondo la Legge e non altro, che non tendano trappole all'Esecutivo, tantopiù se sono giudici della Corte più importante, quella che si occupa del rispetto della Costituzione; allo stesso modo con cui pretenderebbe che nessun giudice sia seguito per strada, filmato mentre fuma aspettando il suo turno dal barbiere e schernito per il colore dei suoi calzini, e che il Presidente del Consiglio non impazzisca dando dei comunisti ai membri della Consulta, al Presidente della Repubblica e a Dio. Io non so darle spiegazioni. Non lo so cosa stia succedendo in Italia, al di fuori della percezione -semplice e non sufficiente- di un gigantesco scontro fra poteri visibili e nascosti. Quello che so è che provo un sempre maggiore ribrezzo per questa china, e questa Italia. Che non è l'Italia vera ma è molto più vistosa, chiassosa e percepibile dell'altra; a sufficienza per metterci in imbarazzo, in imperitura vergogna nei confronti di qualunque altro posto nel mondo, che pure non possa vantare i Natali di Roma e Leonardo e Michelangelo. Ci spiegano che dobbiamo indignarci se il Presidente del Consiglio va a troie, suggeriscono che potrebbero essere minorenni (finora di minorenni ne ho vista solo una, ora maggiorenne, e non è certo la sua amante...), poi salta fuori un video in cui un politico di centrosinistra va a puttani. E salta fuori che a volerlo ricattare pare fossero quattro carabinieri. I carabinieri! Nei Secoli Fedeli! Che cazzo ci resta più, gli spaghetti? Pure la Nazionale tetracampione del mondo balbetta, e ci si accapiglia sulle non convocazioni del CT. Dunque, questo è un Paese, uno stivale in mezzo al mare, attraversato da nord a sud e viceversa da decine di video, dossier, spiate, segnalazioni, soffiate, registrazioni rubate,fotografie compromettenti. Un mare magnum dei ricatti e delle perversioni (di chi guarda e di chi vende). Viviamo in un'Italia depravata e alla deriva in cui chiunque può temere che il suo privato venga reso pubblico, che siano i gusti sessuali o i colori dei calzini, in cui chiunque può essere sotto ricatto, anche -e soprattutto- i vertici, le istituzioni, coloro i quali per definizione non dovrebbero essere ricattabili, altrimenti sono cazzi per tutti. Forse l'Italia peggiore di tutti i tempi. In tutto questo marasma, un'ultima, piccola segnalazione mi pare obbligata. Negli ultimi mesi, nelle ultime settimane, negli ultimissimi giorni, si sono intensificati, ad un livello da anni 70, gli assalti violenti e criminali a CasaPound, nella sua sede romana ma soprattutto nelle sue ramificazioni sparse per l'Italia: col picco di sei (SEI) aggressioni di vario tipo nella sola giornata del 24 ottobre, da Reggio Emilia a Sora, passando per Torino, Parma, eccetera. Pochi giorni fa la sede di Pistoia è stata devastata, poche settimane fa quella di Bologna data alla fiamme, con due occupanti dentro (compresa una ragazza incinta). La sede napoletana, nel quartiere Materdei, è assaltata dal vivo e sui giornali pressocché quotidianamente, nonostante il quartiere intero si sia stretto intorno ai ragazzi di Hic Manebimus Optime, che sotto l'insegna della tartaruga hanno restituito alla comunità, al quartiere stesso e alla vita un ex convento abbandonato ed in sfacelo. Sarebbe da folli far finta di nulla, e non vedere un preciso progetto, un'organizzazione, uno scopo comune dietro questa escalation di violenza in cui vengono bellamente mandati allo sbaraglio burattini da corteo, carne da cannone che finisce dritta in galera, quando non con qualche osso rotto, perché CasaPound la risposta la dà sempre e solo sul piano politico, ma quando c'è da difendersi si difende eccome, come Piazza Navona, quelle meravigliose Termopili di giusto un anno fa, insegna. Ci sarebbero molti commenti da fare. Io sposo quello del poeta Miro Renzaglia: Con una crisi del capitalismo che deve ancora arrivare ai suoi esiti più nefasti, e ci arriverà; con centinaia di migliaia, forse milioni di nuovi disoccupati aggrappati con un dito agli ammortizzatori di quel che resta dello stato sociale, e non si sa fino a quando; con famiglie anche doppio lavoratrici che non riescono più ad arrivare alla fine del mese; con le morti sul lavoro, che hanno l’indice di un bollettino di guerra; con la deriva di una politica che ormai passa senza stasi dal lettone di Putin al materasso di Marrazzo; c’è ancora chi si intestardisce a pretendere all’ordine del giorno l’antifascismo. A questi irriducibili dell’inutilità, l’esempio di CasaPound che riesce, invece, a fare cultura, contesto, linguaggio, immaginario, politica senza ansia da prestazione, comunità, trasversalità, idealità, relazione e trattativa, deve risultare un incubo. E forse è questo il motivo finale dell’attacco nei suoi confronti: a chi non riesce più a trovare il bandolo di un discorso autenticamente antagonista, preme l’annullamento di chi, invece, è in grado di “portare avanti la lotta” su terreni che per loro sono diventati impraticabili e forse persino incomprensibili. http://www.mirorenzaglia.org/?p=9965 martedì, ottobre 13, 2009 UNA TARTARUGA VI SEPPELLIRA'
![]() La violenza coltivata in Serra di Adriano Scianca “Non siete voi i colpevoli, lo sappiamo. Ma in fondo è come se lo foste lo stesso. Perché è così. Perché ci va. Perché non ci piacete”. Usa le parole un po’ più sfumate del corsivista patentato, Michele Serra, ma in fondo è questo che intende dire con la stilettata lanciata oggi dalle colonne di Repubblica. Lamentando, nel paesaggio urbano di Roma, una “iconografia dominante neofascista”, il giornalista propone una curiosa teoria criminologica che considera lo “Svastichella” di turno un mero prodotto di condizionamenti ambientali magari inconsapevoli ma pure di sicuro colpevoli, sempre e comunque. “Sappiamo distinguere – spiega – tra i lettori di Ezra Pound e quelli che ‘menano i froci’, tra i neofuturisti che arrossano la Fontana di Trevi e quelli che lavorano di coltello”; ma non di meno Serra non esclude che “il clima, il colpo d’occhio, l’ambiente” possano aiutare i balordi a sentirsi a casa propria.
La destra “neofuturista e che legge Pound” (un mago dei rebus, il nostro Serra...) non c’entra nulla, quindi, con aggressioni e pestaggi. Ma è come se c’entrasse, perché a Repubblica gli gira così. La menzogna è verità: miseria del giornalismo orwelliano. Sono gli stessi, del resto, che poi vanno in piazza a cianciare di “libertà di stampa”. E’ vero, c’è un problema di libertà di stampa, in Italia. Il problema sono loro. Sono le accuse gettate al vento, in totale impunità. Senza neanche il buon gusto di aspettare che il clamore (piuttosto ovattato, in verità) dell’irruzione a mano armata nella nostra sede di Pistoia si perdesse nelle nebbie del rumore di fondo. No, non hanno neanche questa eleganza. O forse lo fanno apposta: non sia mai che il cattivo designato possa apparire meno cattivo. Urge benzina per non far spegnere il fuoco. Repubblica è del resto in buona compagnia, se il Corsera non ha di meglio da fare che scoprire, a mesi di distanza dal lancio on line e a settimane dalla campagna di affissioni, il nostro Manifesto del Turbodinamismo. Scoperta che viene disinvoltamente presentata insieme alle cronache sulle aggressioni omofobe sotto al titolo: “Casapound esalta i picchiatori”. Operazione scopertamente disonesta, che ignora il significato stesso dei termini arte, goliardia, metafora. Operazione alla quale seguiranno, è lecito credere, le chiamate in correità di Marinetti, Nietzsche, del Surrealismo, Sade, Foucault, D’Annunzio e tre quarti degli artisti e filosofi moderni, tutti egualmente impegnati a contraddire l’anestetizzazione politicamente corretta propugnata dai giornalai nostrani. Alle grida scandalizzate da educande del Corriere e alle accuse mascherate di Repubblica, dal canto nostro, rispondiamo che sì, c’è un problema di violenza, in Italia. Lo sappiamo bene noi di CasaPound, con le oltre 40 aggressioni subite nel primo anno di attività. Ma attenzione: il problema non sono i gappisti in sedicesimo, grumi di viltà che di notte, ben nascosti, fanno scritte, rompono vetrate, mettono bombe, danno fuoco alle sedi. Il problema non sono nemmeno le aggressioni, le provocazioni, i cortei, i presidi. Un virus stupido e reazionario, questo dell’antifascismo militante, che sarebbe facile mettere in quarantena ed isolare, dato che in fondo trova anticorpi ormai vigorosi in corpi e menti che non ne vogliono sapere di tornare agli anni ’70. No, il problema non sono gli utili idioti. Il problema, come sempre, sono gli altri, i cattivi maestri. Quelli che, senza aver mai rischiato in prima persona, giustificano, applaudono, incitano. Senza di loro, la mattanza quotidiana degli anni ’70 non sarebbe stata tale. Senza il consiglio comunale di Milano che applaude alla morte di Ramelli, senza i famosi scrittori accorsi nella villa di Fregene ad accogliere un Achille Lollo fresco di scarcerazione, i fanatismi armati dei reazionari rossi sarebbero rimasti negli scantinati, senza sentirsi legittimati da giornalisti, politici, intellettuali, sindacalisti e chi più ne ha più ne metta. Si mettano il cuore in pace, i guerriglieri brufolosi: non sono loro il problema. Loro sono semmai un sintomo, il terminale di un meccanismo più grande. A monte, nella preparazione della nuova guerra civile generazionale, c’è la supponenza baldanzosa di chi avalla e giustifica. E’ il napalm d’inchiostro dei quotidiani, sono i toni da guerriglia di un inacidito Erri De Luca che incita i napoletani al linciaggio contro gli irriducibili dell’Hmo, isola non conforme nell’oceano di occupazioni rosse partenopee. E’ l’odio distillato nelle battute ruffiane di un Ascanio Celestini, che accomuna il Blocco Studentesco al crimine organizzato. Sì, c’è un problema di violenza politica, in Italia. E ha il volto rassicurante di chi a scannarsi in piazza non ci scenderà mai. Perché veri violenti combattono con la penna. Così Parlò LastThule |
23:28 | commenti (3)
lunedì, ottobre 05, 2009 05.10.1980
05.10.2009 Così Parlò LastThule |
00:17 | commenti (1)
sabato, ottobre 03, 2009 PER L'ONORE D'ITALIA
![]() Se sono qui stasera è solo perché, da qualche parte dentro di me, qualche riposto recesso dell'anima che non sono riuscito a tacitare, è semplicemente sorta imperiosa la voglia di chiedervi -di chiedere a qualcuno, uno qualsiasi che si senta e sia abbastanza responsabile e colpevole da rispondermi, anche soltanto per trascorrere dieci minuti- cosa cazzo ne avete fatto dell'Italia. Per chiedere a quegli altri -le vittime, gli inconsapevoli- come cazzo ancora riescono a riconoscerla, l'Italia. Per l'Italia e basta. Si sono davvero convinti tutti che sia sempre stata così? Non posso crederlo empiricamente, non posso crederlo storicamente perché la storia dice ben altro, non posso crederlo logicamente perché la logica mi dice che questa Nazione (l'esecrabile parola) ed il suo Popolo (la volgarmente defraudata parola) con quest'andazzo sono destinati a stra-morire nel giro di pochi anni. Morire sì, anche se ci sarà nelle strade il solito via-vai, anche se tutti si crederanno ancora vivi. Ed allora, la logica mi dice che prima non era così, perché se prima fosse stato così, noi oggi già non ci saremmo, saremmo già morti tutti. Consumati dal morbo e vinti dalla sola vergogna che ci resta, quella di non vergognarci più di nulla. No, prima non era così. La dignità del Popolo Italiano non è merce da bancarella. La storia testimonia grandezza, e grandezza anche e soprattutto nella sconfitta. La storia testimonia grandezza dai marmi di Roma come dal genio di Leonardo e Michelangelo, e grandezza anche nella sconfitta quando a Caporetto la prima guerra mondiale sembrava persa, col nemico che stava per dilagare nelle pianure, e però quei fanti si immolarono a decine di migliaia, fu sconfitta, fu disastro, ma non fu vergogna, e il Piave lo racconta ancora oggi. E non c'è forse grandezza nell'eroica sconfitta di El Alamein? Quella grandezza nascosta oggi in Patria (cari, cari ragazzi morti fra le sabbie, solo a Voi dedico questa parola), quasi gettata sotto il tappeto in un'orgia masochistica di desiderio di umiliazione, quella grandezza che invece il nemico di allora riconobbe, ed a cui tributò onore, a Voi, Leoni della Folgore, proprio in quella Camera dei Lords che era ed è il fulcro della sua democrazia. No, nonostante tutto, nonostante l'immagine che dà di sé oggi questa Nazione (l'odiata parola) -e tralascerò di sporcare questo post coi nomi e gli aneddoti della nostra cronaca moderna ed attuale- io so, e se necessario lo testimonierò insieme alla storia, che quella era l'Italia. Quella, non questa. E cosa cazzo ne avete fatto? Così Parlò LastThule |
20:53 | commenti (1)
martedì, settembre 22, 2009 DOMANI E' ARRIVATO
![]() E' il momento di parlare. Di rompere l'assedio e sgretolare il muro di ignoranza e malafede che ci circonda. E' il momento di parlare e di dire tutto. Passano settimane fra un post e l'altro, e non erano bastati nemmeno sei morti ammazzati di terrorismo con indosso la divisa dell'esercito di quella che avrebbe tanto voluto essere la mia Patria (lo avrei tanto voluto io), per farmi tornare a parlare. E adesso si parla. Non si porta la pace, non si fa la pace coi fucili. Cosa cazzo credi che sia la pace, prete? Cosa? I fiori, gli uccelli, i prati, cosa, FRESCONE DI DIO? Non si porta la pace coi fucili? E con COSA pretenderesti di portare la pace, con un mazzo di rose? Non è una missione di pace, ci mentono, non siamo in pace in Afghanistan, siamo in guerra. Bravi coglioni. Bravi. Come cazzo credete che sia un posto in cui la pace deve essere riportata? Lo sapete cosa significa riportata? Riuscite ad immaginarvelo un posto in cui la pace deve essere riportata da una missione militare? E' un posto, logica vorrebbe, dove la pace non c'è. E vi stupite dei mitra, e vi meravigliate delle morti. In Afghamistan non c'è la pace, il governo ci ha mentito. In Afghanistan non c'è la pace. Bravi imbecilli. Se ci fosse la pace in Afghanistan, a cosa cazzo credete che sarebbe servita una missione militare? E' ovvio che ci sparino addosso. Il nemico (perché esiste un nemico) spara addosso a tutte le missioni di pace, pure su Marte. Se non ci fosse un cazzo di nemico, non ci sarebbe bisogno nemmeno di una missione di pace. E' per questo, coglioni, che le missioni di pace si fanno coi mitra. Perché ci sparano addosso, cazzo, si fanno saltare in aria pur di ammazzare i nostri soldati. E se invece di soldati armati ci fossero frati francescani disarmati, ma con lo stesso obiettivo di rovesciare il regime talebano, salterebbero in aria lo stesso, o meglio, verrebbero sgozzati o bruciati come capita ai cristiani in parecchie parti del mondo. Ai cristiani come te, prete. Ai tuoi cazzo di confratelli, pacifista vigliacco ed imbelle. Se voi siete la pace, allora quei sei morti sono eroi. Perché ci sono le guerre americane, ed anche gli oleodotti dell'ENI. C'è l'Afghanistan, le materie prime, il petrolio. Ma ci sono anche quei ragazzi che ci credono davvero, ad indossare una divisa e combattere per migliorare questo mondo. Ci credono davvero, che con quello scudetto tricolore sul braccio, vanno a portare aiuto a chi ne ha bisogno. Non dovevano essere eroi. Dovevano essere persone morte mentre compivano il loro dovere, da volontari, senza che nessuno ce li avesse mandati. Dovevano essere solo sei ragazzi da piangere. Non volevo pensarli come eroi, pur di sfuggire all'orgia di retorica di questo governo di inetti e puttanieri, di questa intera classe politica mafiosa e vile. Non volevo pensarli come eroi, pur di salvarmi dall'insopportabile piagnisteo di un'Italietta che proprio non sa cosa siano il decoro, il silenzio dignitoso, la misura e lo stile. Non volevo pensarli come eroi, per non accodarmi a tutti gli italioti dal coccodrillo facile e dalla comprensione assai difficile. Ma se ci credevano, all'idea di portare aiuto, di indossare una divisa per pacificare un posto martoriato. Ma se ci credevano, nonostante tutto, ed alla faccia delle guerre di Bush e dei suoi successori e predecessori. Ma se ci credevano, nonostante il petrolio e gli oleodotti e l'ENI. Ma se ci credevano, altro che esaltati, altro che mercenari, altro che gente che era lì solo per guadagnare in modo facile migliaia di euro, e pazienza se si deve ammazzare qualche afghano. Ma se ci credevano, alla loro missione di pace. Allora erano davvero eroi. Soprattutto se la pace siete voi, allora erano davvero eroi. Così Parlò LastThule |
00:47 | commenti (4)
lunedì, settembre 21, 2009 OGGI SILENZIO
...domani un paio di cose andranno dette venerdì, settembre 04, 2009 C'E' SOLO UN CAPITANO
![]() Giacinto Facchetti, 18.07.1942 - 04.09.2006, leggenda dell'Inter, lui che detiene anche il titolo di Capitano dei Capitani, essendo tuttora il giocatore con il mggior numero di presenze in Nazionale Azzurra con la fascia di capitano sul braccio.
7 settembre 2006, partita Francia-Italia, lo speaker dello Stade de France declama un ricordo commosso dell'appena scomparso "monsieur Giacinto Facchetti", e lo stadio, e poi il mondo intero del calcio, si alzano in peid, in silenzio prima, ad applaudire dopo. Un applauso lungo tre interminabili minuti. Così Parlò LastThule |
14:34 | commenti (5)
sabato, agosto 29, 2009 Da una notturna terrazza sul Mediterraneo, prima ancora della distesa nera del mare e del cielo che si confondono in un orizzonte colmo di stelle, scorgo il profilo, nero anch'esso contro la scura sagoma della notte, della fortezza, da dove nei secoli andati si spiava l'apparire della nave saracina. I merloni del castello resistono all'usura del tempo come un'ultima sfida, guardando l'ignoto e quel mare nostrum sconfinato.
Alzo lo sguardo. Il firmamento è uno scrigno di luci. Ecco lassù Orione, disteso verso nord. All'altezza della cintura, immagine celeste della piana di Giza e delle sue misteriose piramidi, una luce intermittente. Un aereo, certo. Indovino, con poche nozioni geografiche richiamate all'istante, da quale aeroporto sia partito. Forse la sua meta è Roma, dove pure ho trascorso una parte di questa estate 2009. La luce intermittente, intanto, attraversa tutto il cielo, in direzione ovest o forse nord ovest, chissà. mi domando quali storie si porti dentro, da uno scalo all'altro del mondo. La mia estate mi ha condotto lungo strade e contrade lontane, sù e giù con poco riposo. Sono stanco. Non per il lungo peregrinare, ma perché sento intimamente pesi che non vanno via. Sono stanco per essermi dovuto trascinare dietro, in una vacanza larga come il mondo, non soltanto uno zaino. Un ultimo saluto, prima di ricominciare, a tutte le splendide ragazze conosciute a Milano Marittima e su tutta la riviera romagnola, ed intendo proprio splendide. A tutte le pornostar conosciute a Roma, ed intendo proprio pornostar. Ed a te, Mayaii, meravigliosa ventenne tanzaniana ormai stabilita a Roma, tu che hai occupato un po' di scompartimento di treno ed un po' di vita, per sei ore, col tuo corpo da gazzella ed il tuo sorriso innocente., tu che mi hai insegnato persino un po' di swahili. Come hai già scoperto, certo che avevo ed ho intenzione di usarlo, il tuo numero di cellulare. Anzi, magari lo stai sentendo squillare proprio ora, e sono io. Ed a te, quarantatreenne insegnante precaria di Civitavecchia, col tuo corpo meraviglioso scolpito dalla palestra, col tuo seno pieno che non smetteva di mordermi dalla tua canotta e gli addominali scolpiti, col tuo sorriso di labbra carnose come tagliole del peccato, stesso scompartimento dello stesso treno, stesse sei ore trascorse insieme, ma troppo, troppo, troppo bella -una Dea- così tanto da incutermi un tale timore reverenziale che, nonostante tutto questo tempo trascorso a conoscerci e parlare (sono separata, ecco, questi sono i miei figli, uno 18 anni, uno 15, no, ora sono single, il mio ultimo ex era un trentaseienne che voleva un figlio da me, ecco, queste sono le mie foto in spiaggia...), in quest'era di internet e tecnologia, in cui tutti si scambiano gli account di facebook, i contatti di msn, i numeri di cellulare, io non ho avuto nemmeno il coraggio di chiederti il nome. Come si può chiederlo ad una Dea? Così Parlò LastThule |
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martedì, agosto 04, 2009 LA MENZOGNA DI CAINO /2
![]() Chiariamo che qualche giorno fa la Corte di Cassazione, supremo tribunale della repubblichetta, ha confermato la sentenza di condanna -per diffamazione- emessa nei confronti di un quotidiano che aveva osato definire massacro quanto avvenne a Via Rasella. Questa definizione di massacro, per aver fatto deflagrare una bomba che ha ucciso trentadue tedeschi subito (ed altri dieci nei giorni successivi a seguito delle ferite riportate) e due civili (fra cui un bambino di dodici anni), a quanto pare è lesiva dell'onorabilità di quei partigiani che hanno compiuto l'attacco, considerato dai nostri tribunali come un legittimo atto di guerra. A proposito, il bambino di dodici anni pare fosse seduto sul carretto dove era stata posta la bomba, ed era ben visibile. La bomba l'hanno fatta scoppiare lo stesso. Dunque, a via Rasella non ci fu un massacro. Come dice il camerata Nanni Moretti, le parole sono importanti. Certamente si possono immaginare pezzi di corpi e sangue sparsi ovunque per la strada, ma non fu un massacro. Nella repubblichetta la Storia la scrivono le sentenze dei tribunali, e quindi si parlerà di legittimo atto di guerra. Del resto, le medaglie d'oro se le sono coniate da loro, e se le sono assegnate. Poco sarà se comandano al punto anche da scegliere loro quale senso dare alle parole. Profondo sdegno attraversa la repubblichetta, perché, in concomitanza con la ricorrenza triste del due di agosto, il terrorista nero Fioravanti è definitivamente un uomo libero. Profondo sdegno e profondo schifo e profonda vergogna di essere italiani: proprio da quella stessa gente che è pronta a giustificare le turpitudini più criminose, purché provenienti dalla parte giusta. Fioravanti non è una bella persona. Almeno, non lo era all'epoca. Cosa sia diventato oggi non è dato di sapere. Ma Fioravanti è un uomo libero perché ha scontato ventotto anni di galera, comunque, che non saranno magari nulla in confronto ai sette ergastoli a cui era condannato, ma sono sempre quasi trent'anni dietro le sbarre. Fioravanti è un uomo libero perché ha avuto accesso all'istituto della semilibertà, da cui poi, dopo cinque anni, si accede automaticamente a quel fine pena che teoricamente dovrebbe essere mai. Fioravanti non ha ottenuto favori o grazie da nessuno, ha semplicemente usufruito di un principio dell'ordinamento (la pena come rieducazione del condannato) e delle norme ad esso ispirate (perché se l'ergastolo fosse ineluttabile e senza speranza di uscire, un giorno, l'intero nostro ordinamento dovrebbe essere riscritto). Ma è il due agosto, e allora va di moda indignarsi. E si indigna la stessa gente che protesta contro l'esistenza stessa delle carceri, ritenute retaggio di un sistema fascista. Si indigna la stessa gente che sostiene che colpevole è sempre la società, mai il criminale. Si indigna la stessa gente che sfila per la libertà di criminali che uccidevano sotto le giuste bandiere. Perché questa è la repubblichetta, che vive e perpetua la menzogna di Caino. A proposito, Fioravanti ha ammazzato pure gli angeli, ma con la strage di Bologna non c'entra. Prima o poi se ne faranno una ragione anche loro. Speriamo non sia una ragion di Stato, sarebbe l'ennesima. Così Parlò LastThule |
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